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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13945/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva: 1) nullità del giudizio di primo grado per omessa o irregolare notifica del decreto di citazione diretta a giudizio (la notifica sarebbe stata effettuata al difensore d'ufficio ex art. 161, comma 4, c.p.p., mentre il verbale di tentata notifica lo avrebbe dichiarato irreperibile), con la conseguente asserita mancanza di vocatio in iudicium e mancata conoscenza del procedimento; 2) vizio di motivazione della sentenza di primo grado in relazione all'elemento soggettivo del reato (contestazione dell'appropriazione indebita aggravata imputata a Di Donato solo in ragione del suo ruolo di rappresentante legale della società).

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla mancanza di specificità dell'impugnazione (l'appello era generico e non indicava elementi concreti del fatto né ragioni specifiche), e ha ritenuto che, anche se dedotta, la presunta irregolarità di notifica costituiva al più una nullità a regime intermedio non rilevabile d'ufficio e non contestata in appello, per cui è stata considerata sanata. Inoltre la Corte ha osservato che, nel 2013, l'istituto della contumacia era ancora vigente e la dichiarazione di contumacia e la notifica al difensore d'ufficio risultavano regolari. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 179 c.p.p.

    Richiamato nel ricorso (assunto di nullità), la Corte non ha ritenuto la fattispecie in grado di travolgere la sentenza resa con passaggio in giudicato; l'eccezione non era stata dedotta in appello e, pertanto, non ha effetti sulla inammissibilità.

  • art. 420-bis c.p.p.

    Citado dal ricorrente tra le norme proceduralmente rilevanti; la Corte ha ritenuto il motivo generico e dunque inidoneo a ottenere l'accoglimento del ricorso.

  • art. 161, comma 4, c.p.p.

    La notifica al difensore d'ufficio è stata considerata regolare alla luce della dichiarazione di irreperibilità e della contumacia del 2013; pertanto la notifica al difensore d'ufficio non ha determinato la nullità assoluta del giudizio.

  • art. 646 c.p.

    Richiamato dalla Corte a titolo esemplificativo per osservare che le formule generiche prospettate in appello potevano adattarsi a qualunque condotta prevista dall'art. 646, evidenziando la genericità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Un atto di impugnazione generico, privo di indicazione di specifiche ragioni di fatto e di diritto, è inammissibile: l'appello deve contenere censure circostanziate e precise.
  • Nullità procedurali 'a regime intermedio' (non assolute) devono essere dedotte tempestivamente in appello; se non sollevate, sono considerate sanate dopo il passaggio in giudicato della sentenza.
  • La notifica al difensore d'ufficio può essere valida quando la parte risulti contumace o irreperibile secondo le regole vigenti al tempo; la semplice lamentela di irregolarità della notifica non equivale automaticamente a mancanza di vocatio in iudicium.
  • Quando si impugna una sentenza per carenza di motivazione su profili soggettivi della responsabilità, è necessario indicare in modo puntuale le ragioni per cui la motivazione sarebbe insufficiente e gli elementi fattuali/giuridici di riferimento, per evitare l'esito di inammissibilità.
  • L'inammissibilità dell'impugnazione preclude, di regola, la possibilità di ottenere il riesame di nullità processuali che non siano assolute e che non siano state dedotte in sede di appello.

Testo integrale

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