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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10614/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la condanna per il reato di cui all'art. 340 c.p. per aver causato l'interruzione di un servizio pubblico ferroviario per 42 minuti, rifiutandosi di fornire le generalità e di scendere dal treno. In cassazione deduceva vizio di motivazione sostenendo che il ritardo fosse temporaneo e non significativo, limitandosi al ritardo di un solo treno senza ripercussioni sulla regolarità delle corse; la difesa aveva ammesso che era stato soppresso anche il convoglio di ritorno, ma sosteneva comunque la non rilevanza penale del ritardo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse correttamente valutato gli elementi di fatto (in particolare i ritardi "a cascata" e la soppressione di altri treni nell'orario mattutino di punta) e che l'imputata non si fosse confrontata con tale motivazione. Confermata l'applicazione dell'art. 340 c.p. quando la condotta comprometta il regolare svolgimento di una parte del servizio pubblico. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese a favore della parte civile (liquidate in euro 3.015,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 340 cod. pen.

    "interruzione o il turbamento del pubblico servizio inteso nella sua totalità"

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che il reato si realizza anche quando la condotta comprometta il regolare svolgimento di una parte del servizio pubblico (non è necessario che l'interruzione riguardi l'intero servizio)

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Richiamata come limite entro cui la ricorrente ha formulato i motivi di impugnazione (vincolo dei motivi consentiti per il ricorso in cassazione)

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020, n. 176) (richiamato)

    Norma richiamata per la disciplina della trattazione scritta del procedimento in mancanza di richiesta di discussione orale; la Corte ha proceduto con decretazione scritta

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna della parte che propone ricorso inammissibile al pagamento delle spese del procedimento; applicata per la condanna alle spese

  • Corte di Cassazione, Sez. 6, n. 1334 del 12/12/2018 (Rv. 274836)

    "la condotta... comporta comunque la compromissione del regolare svolgimento di una parte di esso"

    Giurisprudenza richiamata per affermare che il reato di cui all'art. 340 c.p. si configura anche quando viene turbato il regolare svolgimento di una parte del servizio pubblico, giustificando la conferma della condanna

Massime di principio

  • Il reato di interruzione o turbamento del servizio pubblico (art. 340 c.p.) può sussistere anche se l'alterazione riguarda solo una parte del servizio: ritardi "a cascata" o la soppressione di convogli significativi, soprattutto in orari di punta, possono integrare il turbamento.
  • La Cassazione controlla la corretta valutazione dei fatti da parte del giudice di merito ma non riesamina apprezzamenti di fatto dettagliati; chi impugna deve confrontarsi esplicitamente con la motivazione della Corte d'appello per evitare l'inammissibilità.
  • Un ritardo apparentemente limitato non è necessariamente irrilevante: la rilevanza penale dipende dalle conseguenze effettive (es. soppressione di altri treni, ripercussioni sulla regolarità della tratta).
  • In sede di cassazione, omissioni argomentative della ricorrente (mancato confronto con i rilievi di merito) possono determinare l'inammissibilità del ricorso.
  • La presentazione di ricorsi inammissibili può comportare condanne alle spese processuali e somme alla Cassa delle ammende; l'importo alla Cassa può essere determinato in via equitativa se non sussiste colpa grave.
  • In periodi in cui è prevista la trattazione scritta (normativa emergenziale), se non si chiede la discussione orale il procedimento si svolge su carte e memorie depositate.

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