Cassazione Penale, Sentenza n. 34785/2023 del 09/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli del 19/01/2023 che ha rigettato il riesame avverso il decreto del 21/12/2022 di sequestro preventivo della somma di Euro 32.855,00 rinvenuta presso l'abitazione della CARRANO. La ricorrente deduce violazione e erronea interpretazione dell'art. 321 c.p.p. e manifesta illogicità della motivazione circa il fumus commissi delicti per il reato di ricettazione: contesta l'idoneità delle intercettazioni, l'omessa considerazione della documentazione fiscale e bancaria (scontrini per complessivi Euro 253.177,00) che proverebbe la lecita provenienza del denaro, la deduzione congetturale circa il ruolo del coniuge quale successore nella gestione illecita e la mancanza di elementi probatori che colleghino concretamente la somma al delitto presupposto
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le doglianze attengono in larga parte alla valutazione della prova e alla ricostruzione fattuale (motivo escluso dal sindacato di legittimità salvo i casi di mancanza assoluta o di motivazione illogica e priva dei requisiti minimi). Ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione approfondita e coerente: ha valutato positivamente le dichiarazioni del collaboratore Vincenzo D'Angelo e le intercettazioni come elementi a riscontro, ha esaminato la documentazione prodotta dalla difesa ma giudicato insufficiente alla luce dei redditi dichiarati, e ha applicato il principio delle Sezioni Unite sulla fungibilità del denaro utile alla confisca. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.)
Norme richiamate
Invocato dalla ricorrente per censurare la motivazione del riesame; la Corte osserva che le doglianze sono in realtà una censura della valutazione di merito e che l'art. 321 non è violato quando la decisione del giudice di merito contiene una motivazione coerente e sufficiente
Applicato per disporre la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e per l'irrogazione dell'ammenda a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile
Norme in base alle quali la ricorrente era indagata (art. 648 c.p. corrisponde al reato di ricettazione); il sequestro preventivo ha avuto ad oggetto somme ritenute potenzialmente provento del reato contestato
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (giurisprudenza delle Sezioni Unite)
Principio delle Sezioni Unite secondo cui il denaro, in quanto bene fungibile, quando rappresenta profitto o prezzo del reato va qualificato per la confisca come incremento patrimoniale monetario e la prova dell'origine lecita della specifica somma non è ostativa alla confisca; applicato dalla Corte per giustificare il sequestro finalizzato alla confisca indipendentemente dall'identificabilità fisica delle banconote
Massime di principio
- La Cassazione non sindaca valutazioni probatorie o la mera logica motivazionale del giudice di merito se queste non sono totalmente assenti o gravemente illogiche: i rilievi di fatto sono, in generale, inammissibili in Cassazione salvo violazioni di legge manifeste
- In procedimenti di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, il giudice può ritenere sussistente il fumus del reato anche sulla base di dichiarazioni di collaboratori e intercettazioni che facciano riscontro, purché la motivazione sia coerente e non manifestamente illogica
- La produzione di documentazione fiscale o bancaria a giustificazione della lecita provenienza del denaro deve essere valutata nel contesto complessivo dei redditi e delle capacità economiche: scontrini o fatture non sono automaticamente sufficienti se contraddetti dagli elementi sulla capacità reddituale
- In forza del principio di fungibilità affermato dalle Sezioni Unite, la difficoltà a tracciare le singole banconote non impedisce il sequestro/confisca di somme ritenute profitto del reato; l'oggetto della misura è l'incremento monetario complessivo riconducibile al reato
- Per aumentare le chance di successo in ricorsi in materia cautelare è necessario dimostrare vizi di diritto evidenti (es. mancanza integrale di motivazione, violazioni procedurali o contraddizioni insanabili), non solo disaccordo sulla valutazione della prova
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