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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34739/2023 del 09/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 15/12/2022 del Tribunale di Torino che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP di Cuneo (ordinanza 30/11/2022) per il reato di cui all'art.12 comma 1 d.lgs. n.286/1998 (trasporto a fini di profitto di più cittadini pakistani irregolari da Milano verso la Francia). Due motivi: 1) vizio di competenza territoriale, perché la difesa sostiene che la condotta si è iniziata a Milano (luogo in cui i migranti sarebbero saliti sull'auto) e quindi la competenza sarebbe di Milano; 2) vizio di motivazione e erronea applicazione di legge per mancata autonoma valutazione del GIP, che avrebbe solo richiamato gli atti di indagine senza motivare autonomamente i presupposti della misura.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale di Torino: il reato di cui all'art.12 d.lgs. 286/1998 si perfeziona già con gli atti prodromici volti a procurare l'ingresso clandestino e il luogo di perfezionamento dell'accordo è rimasto ignoto, per cui è applicabile il criterio sussidiario di competenza di cui all'art.9 comma 1 c.p.p. Inoltre il Tribunale ha valutato che il GIP aveva effettuato una valutazione sufficiente (non è necessaria una lunga argomentazione quando i fatti risultano in modo chiaro dagli atti e dalle dichiarazioni dei soggetti trasportati). Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.lgs. n.286 del 1998, art.12 comma 1

    Il reato di favoreggiamento/trasporto di stranieri irregolari si perfeziona già con gli atti prodromici diretti a procurare l'ingresso; rilevante per determinare momento e luogo della consumazione

  • Codice di procedura penale, art.9 comma 1

    Criterio di determinazione della competenza territoriale: se il luogo della consumazione è ignoto si applica il criterio sussidiario previsto dall'art.9 comma 1 c.p.p., giustificando la competenza del GIP di Cuneo/Torino nel caso in esame

  • Codice di procedura penale, art.309

    Riferimento alla composizione del Tribunale in sede di riesame (Tribunale costituito ai sensi dell'art.309 c.p.p.)

  • Codice di procedura penale, art.616

    Prevede la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente per ricorso inammissibile o manifestamente infondato; applicata per la determinazione della somma di euro 3.000 alla cassa delle ammende

  • Codice di procedura penale, art.94 (richiamato per gli adempimenti)

    Riferimento formale agli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione (menzione procedurale nella pronuncia)

Massime di principio

  • Per i reati di favoreggiamento/traffico di stranieri (art.12 d.lgs. 286/1998) la consumazione può intendersi già al momento degli atti prodromici: se il luogo dell'accordo o del perfezionamento è ignoto, va applicato il criterio sussidiario di competenza territoriale (art.9 c.p.p.)
  • La semplice salita di passeggeri in un luogo intermedio non è automaticamente decisiva per fissare la competenza territoriale se elementi emergenti dalle indagini indicano accordi antecedenti o l'esistenza di un'organizzazione che ha stabilito il luogo dell'incontro
  • Il GIP non è obbligato a una lunga motivazione quando i fatti sono chiari e desumibili dagli atti; il richiamo agli atti d'indagine e alle dichiarazioni dei terzi è legittimo se serve a precisare i contorni fattuali e non si limita a un mero rinvio privo di valutazione
  • I ricorsi in cassazione palesemente infondati o meramente reiterativi di doglianze già esaminate possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria ai sensi dell'art.616 c.p.p.
  • In casi analoghi è importante per la difesa documentare con precisione il luogo e il momento in cui si sarebbe perfezionata la condotta (es. prova dell'accordo o dell'attività decisiva avvenuta in un luogo determinato) e mostrare l'assenza di elementi che possano far ritenere accordi antecedenti, per contestare la competenza territoriale

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