Cassazione Civile, Ordinanza n. 27370/2021 del 08/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (professionista)
La controversia
Un proprietario di camper aveva affidato nel 1998 a un'autocarrozzeria, indicata da una società produttrice/distributrice del mezzo, la sostituzione del parabrezza, ritenuto difettoso perché causa di infiltrazioni. Nel 2003, dopo un acquazzone, l'utilizzatore del veicolo aveva riscontrato nuove infiltrazioni d'acqua e aveva chiesto il risarcimento dei danni alla carrozzeria e alla società collegata al mezzo, deducendo responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Il Tribunale aveva ritenuto responsabile la sola carrozzeria e aveva escluso la società del veicolo, rigettando le eccezioni di prescrizione e decadenza. La società di autocarrozzeria ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) omesso esame e violazione dell'art. 2226 c.c., dell'art. 2697 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che la denuncia del vizio non fosse stata tempestivamente rivolta al prestatore d'opera ma solo a un terzo; 2) ulteriore censura sulla mancanza di prova della tempestività della denuncia, anche in relazione alla data di insorgenza del vizio; 3) violazione degli artt. 1218, 1223 e 2226 c.c. e dell'art. 195 c.p.c. per contestare l'accertamento del danno e la sua quantificazione, ritenuti fondati su una consulenza tecnica difettosa e su un nesso causale interrotto da interventi successivi.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo assorbiti gli altri. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato ad altro magistrato del Tribunale di Messina anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha affermato che, in tema di contratto d'opera e vizi dell'opera, la denuncia ex art. 2226 c.c. deve essere indirizzata all'effettivo prestatore d'opera; pertanto, una denuncia tempestiva inviata esclusivamente a un soggetto terzo, estraneo al rapporto d'opera, non impedisce la decadenza nei confronti dell'artigiano che ha eseguito la riparazione.
Norme richiamate
otto giorni dalla scoperta
La denuncia dei vizi occulti dell'opera deve essere fatta, a pena di decadenza, entro otto giorni dalla scoperta e deve essere indirizzata all'effettivo prestatore d'opera.
È richiamato dal ricorrente per sostenere che l'onere di provare la tempestiva denuncia incomba sul committente; la Corte decide però la causa sulla diversa ratio della necessità che la denuncia sia rivolta al soggetto corretto.
Richiamato come norma sulla valutazione delle prove nella censura del ricorrente, ma il suo rilievo resta assorbito dall'accoglimento del primo motivo.
Richiamato come norma sulla valutazione delle prove nella censura del ricorrente, ma il suo rilievo resta assorbito dall'accoglimento del primo motivo.
Richiamato nel terzo motivo per contestare la responsabilità e il nesso con il danno, ma il motivo è rimasto assorbito.
Richiamato nel terzo motivo per contestare la misura e l'imputazione del danno, ma il motivo è rimasto assorbito.
Richiamato nel terzo motivo in relazione alla consulenza tecnica d'ufficio, ma la censura è rimasta assorbita.
Massime di principio
- Nel contratto d'opera, la denuncia dei vizi e delle difformità ex art. 2226 c.c. deve essere rivolta al prestatore d'opera che ha eseguito materialmente la prestazione; una comunicazione inviata solo a un terzo non è idonea a evitare la decadenza nei confronti dell'obbligato effettivo.
- Quando il rapporto con il terzo è autonomo e distinto dal rapporto d'opera, la denuncia indirizzata al terzo non può essere equiparata alla denuncia al prestatore ai fini della tempestiva contestazione del vizio.
- L'accoglimento della censura sulla decadenza rende assorbite le ulteriori doglianze relative all'accertamento del danno, al nesso causale e alla quantificazione del risarcimento.
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