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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4557/2023 del 02/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per rissa aggravata avvenuta in istituto penitenziario. Le censure principali riguardano: 1) omissione o vizio di motivazione nel diniego delle attenuanti generiche e nella mancata individualizzazione delle posizioni; 2) errata applicazione o mancata valutazione dei presupposti della recidiva (rilevanza dei precedenti, conversione di pene pecuniarie); 3) mancata prova della partecipazione attiva alla rissa per alcuni imputati (sostengono comportamento difensivo o episodio autonomo); 4) mancato riconoscimento dell'attenuante della provocazione per chi afferma di essere stato precedentemente provocato; 5) per Tusha Bashkim, nullità per irregolare notifica del rinvio dell'udienza e conseguente mancata partecipazione/avviso.

La decisione

La Corte ha accolto soltanto l'eccezione processuale proposta da Tusha Bashkim, annullando la sentenza impugnata nei suoi confronti e rinviando il nuovo giudizio alla Corte d'appello di Perugia per irregolarità nella notifica del provvedimento di rinvio e conseguente nullità. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri appellanti (Guri, Nasri, Akid, Jmal), ritenendo generiche o infondate le censure sulle attenuanti generiche, sulla recidiva e sulla partecipazione alla rissa. Ha inoltre condannato i ricorrenti dichiarati inammissibili al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 99 c.p.

    Il cumulo dell'aumento per la recidiva non può eccedere la somma delle pene precedenti; anche le pene pecuniarie devono essere convertite per valutare il limite di aumento. La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dei limiti nel caso concreto.

  • art. 135 c.p.

    Norma richiamata per la conversione delle pene pecuniarie in detentive ai fini del calcolo del limite massimo dell'aumento per recidiva.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato come criterio per la valutazione delle attenuanti generiche: il giudice può valorizzare l'elemento ritenuto prevalente tra quelli indicati dalla norma, purché la motivazione sia sufficiente a far emergere la valutazione.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e al versamento alla cassa delle ammende a carico dei ricorrenti le cui impugnazioni sono state dichiarate inammissibili.

Massime di principio

  • L'irregolare notifica dell'atto di rinvio dell'udienza al domicilio effettivamente dichiarato dall'imputato può determinare la nullità che riverbera sulla sentenza successiva e comportare annullamento e rinvio per nuovo giudizio.
  • Il diniego delle attenuanti generiche non è automaticamente viziato se il giudice motiva, anche indicando l'elemento ritenuto prevalente (es. gravità oggettiva del fatto); le critiche generiche alla mancata individualizzazione sono insufficienti senza specifiche argomentazioni.
  • L'aumento di pena per recidiva è soggetto al limite costituito dalla somma delle pene precedenti: le pene pecuniarie vanno convertite ai sensi dell'art. 135 c.p. per il calcolo di tale limite.
  • L'attenuante della provocazione è generalmente incompatibile con il reato di rissa, salvo casi in cui risulti chiaro che l'azione offensiva di una parte sia stata determinata da una gravissima e univoca offesa proveniente esclusivamente dall'altra parte.
  • Le doglianze che si riducono a contestazioni generiche di apprezzamento del fatto o a semplici richieste di travisamento delle prove sono difficilmente assorbibili in sede di legittimità se la motivazione di merito è logica e coerente.

Testo integrale

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