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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08456/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza emessa dal tribunale in sede di esecuzione, con la quale era stata respinta l'istanza volta a ottenere il riconoscimento della continuazione tra più reati già giudicati. La doglianza, per come emerge dal provvedimento, investiva la valutazione compiuta dal giudice dell'esecuzione sull'assenza della prova dell'unicità del disegno criminoso: il ricorrente sosteneva, in sostanza, che i diversi episodi dovessero essere ricondotti a un medesimo programma delittuoso. La Corte rileva però che i fatti risultavano distribuiti in un arco temporale di circa sette mesi, commessi in luoghi diversi e con modalità esecutive differenti; alcuni in concorso con altri soggetti e aventi a oggetto beni di lusso, altri commessi individualmente e aventi ad oggetto beni materiali di diversa tipologia. Tali elementi erano stati ritenuti incompatibili con la configurabilità del vincolo della continuazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretto il ragionamento del giudice dell'esecuzione, che aveva escluso la continuazione per mancanza di prova dell'unicità del disegno criminoso e per l'assenza di elementi sintomatici quali vicinanza cronologica, omogeneità delle condotte, identità di causale, condizioni di tempo e luogo, tipologia dei reati e bene tutelato. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    La continuazione richiede la prova dell'unicità del disegno criminoso; la sola pluralità di reati non basta se i fatti, per tempi, luoghi, modalità e tipologia, non appaiono riconducibili a un programma deliberato fin dall'origine.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che risulti assente la colpa nella causa di inammissibilità.

  • Corte cost. n. 186 del 13/06/2000

    la parte abbia proposto ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

    La sanzione pecuniaria conseguente all'inammissibilità non è dovuta solo quando risulti che il ricorso sia stato proposto senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010, Bonasera, Rv. 246838

    Sono indici sintomatici del medesimo disegno criminoso la vicinanza cronologica tra i fatti, la causale, le condizioni di tempo e di luogo, le modalità delle condotte, la tipologia dei reati, il bene tutelato e l'omogeneità delle violazioni.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede la dimostrazione dell'unicità del disegno criminoso, intesa come programma originario e unitario al quale si aggiunge, per ciascun reato, la volontà attuativa del singolo episodio.
  • La presenza di fatti commessi in un arco temporale ampio, in luoghi diversi, con modalità esecutive non omogenee e con diversa partecipazione di terzi è elemento ostativo al riconoscimento del vincolo della continuazione.
  • Il giudice dell'esecuzione può negare la continuazione con motivazione логica e coerente quando emergano dati fattuali incompatibili con un medesimo programma delittuoso; tale valutazione è censurabile in cassazione solo se manifestamente illogica o apodittica.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, di regola, la condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContinuazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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