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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23001/2024 del 07/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva copia della propria cartella clinica per agire in sede civile contro la Dirigente Sanitaria. La Direzione dell'istituto aveva respinto la richiesta ritenendola "priva di motivazione" e richiamando la circolare DAP n. 3676/2017 (art. 23) che prescrive che l'istanza sia rivolta all'ASL tramite la Direzione. Il Magistrato di sorveglianza di Novara, con decreto, dichiarò non luogo a provvedere sul reclamo sia perché il diniego sarebbe stato fondato sull'art. 23 della circolare DAP sia perché il trasferimento del detenuto in altro istituto avrebbe determinato carenza d'interesse. Il ricorrente denunciava in Cassazione la violazione degli artt. 666, comma 2, c.p.p. e 35-bis Ord. pen., lamentando che il giudice a quo aveva omesso il contraddittorio e aveva applicato erroneamente l'art. 23 e il principio della perpetuatio iurisdictionis.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che il decreto impugnato fosse motivatamente carente. Ha precisato che il decreto d'inammissibilità emesso de plano ai sensi dell'art. 666, comma 2, c.p.p. è ammissibile solo quando la richiesta sia identica a una precedente o manifestamente priva dei presupposti di legge senza necessità di accertamenti cognitivi. Nel caso di specie il Magistrato non aveva chiarito se e come fosse stata effettivamente presentata l'istanza ai sensi dell'art. 23 DAP e non aveva valutato correttamente la persistenza dell'interesse del detenuto dopo il trasferimento, considerato che la richiesta mirava a ottenere documenti per un'azione civile e non erano evidenti ragioni di sopravvenuta carenza d'interesse. Per questi motivi la Corte ha annullato il decreto e ha rinviato il procedimento per nuovo giudizio al Magistrato di sorveglianza di Novara.

Norme richiamate

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    Il decreto d'inammissibilità può essere emesso de plano solo quando la richiesta è identica a una già rigettata o manifestamente priva dei presupposti di legge, ossia quando la mancanza sia immediatamente rilevabile senza accertamenti cognitivi; in tutti gli altri casi è necessario il contraddittorio camerale.

  • art. 35-bis, comma 5, Ord. pen. (legge n. 354/1975)

    Norma richiamata quale parametro procedurale nel procedimento di sorveglianza penitenziaria; il giudice deve rispettare le garanzie procedurali previste per le decisioni che incidono sulle posizioni dei detenuti.

  • Circolare DAP n. 3676 del 2 ottobre 2017, art. 23

    "In ordine al proprio stato di salute il detenuto/internato, personalmente o per il tramite del difensore, può ottenere copia di tutto o parte della cartella clinica o di singole documentazioni agli atti. A tal fine, deve presentare istanza motivata indirizzata alla ASL attraverso la Direzione dell'istituto che comunicherà la richiesta all'A.G. competente allorché si tratti di imputati in attesa di primo giudizio. Il ritiro delle copie può essere effettuato dallo stesso detenuto/internato, dal legale di fiducia, dai parenti e/o terze persone specificamente delegate, previo pagamento delle spese per la riproduzione"

    La circolare stabilisce la procedura amministrativa per l'accesso alla cartella clinica: l'istanza deve essere indirizzata all'ASL tramite la Direzione dell'istituto. Tuttavia, l'applicazione di tale norma richiede l'accertamento (non meramente apodittico) se e come la richiesta sia stata effettivamente presentata e se siano stati rispettati i requisiti formali previsti.

  • principio dell'interesse ad impugnare (giurisprudenziale, es. Sez. U, n. 6624/2011 Marinaj)

    L'interesse ad impugnare nel processo penale richiede utilità concreta, immediata e attuale: l'impugnazione deve potenzialmente rimuovere uno svantaggio processuale o produrre un vantaggio pratico. La sopravvenuta carenza d'interesse va valutata al momento della decisione e non può essere semplicisticamente dedotta dal trasferimento del detenuto.

Massime di principio

  • Il decreto d'inammissibilità de plano ai sensi dell'art. 666, comma 2, c.p.p. è ammissibile solo quando l'insussistenza dei presupposti è immediatamente rilevabile senza accertamenti; in caso di questioni di fatto o diritto non univoche è necessario il contraddittorio camerale.
  • Nel contesto dell'accesso alle cartelle cliniche dei detenuti, va verificato puntualmente se l'istanza sia stata effettivamente presentata secondo le modalità previste (art. 23 circolare DAP): il giudice deve motivare se ritiene che la domanda non sia conforme, spiegando le ragioni.
  • Il trasferimento del detenuto in altro istituto non determina automaticamente la carenza d'interesse all'impugnazione: va valutata la persistenza dell'interesse al momento della decisione, soprattutto se la documentazione richiesta è destinata a finalità esterne all'istituto (es. azione civile contro personale sanitario).
  • La mera affermazione apodittica della mancanza di interesse o della non conformità formale senza accertamenti non è sufficiente: il provvedimento deve essere adeguatamente motivato o, in presenza di dubbi, va assicurato il contraddittorio.
  • Quando la richiesta di documentazione serve a realizzare un diritto sostanziale (es. esercitare un'azione civile), il giudice deve considerare l'utilità pratica della decisione e non limitarsi a tecnicismi procedurali per dichiarare l'inammissibilità.

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