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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22992/2024 del 07/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per reati in materia di stupefacenti e armi. Il ricorrente, tramite difensore, deduce la mancata sussistenza di gravi indizi per la detenzione illecita di stupefacenti, sostenendo che le sostanze siano state rinvenute esclusivamente nell'abitazione del figlio (via delle Filande) di cui questi avrebbe l'esclusiva disponibilita', e che la convivenza e la facolta' di accesso del figlio all'abitazione paterna escluderebbero la responsabilita' del padre. Inoltre censura la motivazione sulle esigenze cautelari, ritenendo inesplorata l'inadeguatezza degli arresti domiciliari rispetto alla custodia carceraria.

La decisione

Rigetto del ricorso per cassazione. La Corte ha ritenuto che le doglianze fossero, in larga parte, censure di merito e non riqualificabili in sede di legittimita'. Ha confermato la correttezza del percorso motivazionale del Tribunale del riesame, che aveva valorizzato elementi indiziari indicativi della responsabilita' dell'indagato: rinvenimento nel domicilio di via delle Filande di cocaina, hashish, denaro frazionato, pizzino, materiale per confezionamento e un avventore alla porta; estensione delle attivita' investigative all'abitazione familiare di via Gelsi dove sono state trovate armi e munizioni occultate, ingenti somme in contanti, sostanza stupefacente, kit per serra artificiale, kit per pulizia armi e un sistema di videosorveglianza. Da tali elementi il Tribunale ha desunto che il figlio utilizzava l'appartamento di via delle Filande per confezionare e smerciare le dosi ma continui' a risiedere stabilmente presso la casa paterna, con la conseguente partecipazione e occulata disponibilita' da parte del padre, comprovata anche dall'ingente somma rinvenuta nella sua camera. Quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale ha logicamente motivato il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione, nonche' i rapporti con circuiti criminali dimostrati dalla presenza di armi con matricola abrasa, ritenendo pertanto la custodia carceraria necessaria e proporzionata. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; ordine di trasmissione del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare le censure ammissibili in cassazione e la modalita' di esposizione dei motivi; in sostanza quadro procedurale per il ricorso in cassazione

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiama il ruolo della Corte di cassazione quale giudice di legittimita' e i limiti del riesame, ovvero la verifica della correttezza giuridica e motivazionale e non una rivalutazione globale del compendio probatorio

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Apprezzamento sulla nozione di gravita' indiziaria in sede cautelare: e' sufficiente una qualita' di probabilita' qualificata e non si richiedono gli stessi requisiti di precisione e concordanza previsti per il giudizio di merito dall'art. 192, comma 2

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato per distinguere i criteri probatori richiesti nel giudizio di merito (precisione e concordanza degli indizi) da quelli nelle misure cautelari, che richiedono solo gravita' indiziaria

  • legge n. 63/2001 (modifiche artt. 273 e connesse disposizioni)

    Richiamata per spiegare la portata dell'intervento normativo che ha lasciato in capo alle misure cautelari il requisito della sola gravita' indiziaria e il richiamo ai commi 3 e 4 dell'art. 273 senza recepire il criterio di art. 192, comma 2

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Previsione procedurale relativa agli adempimenti da trasmettere al direttore dell'istituto penitenziario in caso di conferma della misura; la Corte ordina la trasmissione della copia del provvedimento al direttore per gli adempimenti previsti

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non e' sede per una nuova valutazione integrale delle prove: le censure che chiedono una diversa rivalutazione del compendio indiziario sono inammissibili quando configurino un sindacato di merito.
  • In sede cautelare la soglia richiesta e' quella della gravita' indiziaria, ossia di una probabilita' qualificata della responsabilita', e non i piu' stringenti requisiti di precisione e concordanza richiesti per la decisione di merito dall'art. 192, comma 2.
  • Elementi fattuali come rinvenimento di sostanze stupefacenti, materiali per il confezionamento, denaro frazionato, presenza di acquirenti, armi o munizioni occultate, sistemi di videosorveglianza e somme ingenti possono concorrere a formare un quadro indiziario tale da giustificare la custodia cautelare in carcere.
  • La semplice convivenza o l'accesso di terzi a un'abitazione non escludono automaticamente la responsabilita' del convivente proprietario o titolare della disponibilita' dell'immobile: deve valutarsi il complesso degli elementi che collegano il soggetto ai beni o all'attivita' illecita (es. occultamento, disponibilita' di denaro, collegamenti logistici).
  • Per la scelta della misura cautelare (carcere vs arresti domiciliari) occorrono motivazioni concrete sulle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio, reiterazione, contatti con ambienti criminali) e sulla idoneita' delle misure meno afflittive; la mancanza di idonei elementi a fondare una prognosi favorevole aumenta la probabilita' della misura cautelare piu' grave.
  • Se la difesa impugna la motivazione della misura cautelare, la Corte di legittimita' verifica che il giudice di merito abbia adeguatamente esposto le ragioni della valutazione indiziaria e il rapporto logico tra fatti ed esigenze cautelari, senza sostituirsi al giudice di merito.

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