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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29336/2022 del 22/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello del 30/04/2021. Gregorio DE LUCA ha censurato la confermata recidiva (art. 99 c.p.), la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.) e l'entità dell'aumento di pena per continuazione (art. 81 c.p.), deducendo che il suo comportamento processuale e la condotta ostentata avrebbero dovuto deporre per un giudizio prognostico favorevole. Kamal EL BOUZIDI ha impugnato la sua condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), sostenendo che le emergenze probatorie e la versione resa sin dall'udienza di convalida avrebbero dovuto portare all'assoluzione.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Per DE LUCA i motivi sono stati ritenuti attacchi alla motivazione e alla valutazione di merito già svolta in appello; la Corte ha ritenuto congrua e logica la decisione di mantenere la recidiva, di non concedere le attenuanti generiche e di applicare l'aumento minimo per continuazione. Per EL BOUZIDI il ricorso è inammissibile perché proponeva una diversa ricostruzione dei fatti senza allegare travisamento della prova: la Corte territoriale aveva fondato la condanna sulle risultanze del verbale di arresto nel procedimento abbreviato. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento, a favore della Cassa delle ammende, di una somma di euro 3.000 ciascuno ai sensi dell'art. 616 c.p.

Norme richiamate

  • art. 99 cod. pen.

    comma 4 (recidiva contestata a DE LUCA); comma 2 (recidiva contestata a EL BOUZIDI)

    La Corte ha confermato la sussistenza della recidiva per DE LUCA e ha ritenuto congrua la valutazione prognostica negativa basata sugli indici di pericolosità, escludendo la sussistenza di elementi tali da giustificare l'esclusione della recidiva

  • art. 62-bis cod. pen.

    Rifiuto della concessione delle circostanze attenuanti generiche: la Corte di appello ha motivato perché gli elementi addotti non dimostravano resipiscenza né giustificavano il giudizio di equivalenza con le aggravanti

  • art. 81 cod. pen.

    La Corte ha applicato l'aumento per continuazione nella misura minima prevista dall'art. 81, ultimo comma, ritenendo la determinazione motivata e congrua in relazione alla riqualificazione del capo B)

  • art. 337 cod. pen.

    La responsabilità per resistenza a pubblico ufficiale è stata ritenuta per EL BOUZIDI in relazione alla condotta violenta successiva al blocco del veicolo, come desunta dal verbale di arresto

  • art. 648-bis e art. 648 cod. pen.

    Il giudice di merito aveva inizialmente inquadrato ipotesi di riciclaggio/ricettazione, poi riformulate in furto aggravato (artt. 624, 625 n.2 e 7); la Cassazione non ha ritenuto censurabile la ricostruzione fatta in appello nei limiti dedotti

  • art. 173, comma 1, d. att. cod. proc. pen.

    Limite alla materia deducibile in cassazione: i ricorsi sono stati esaminati nei limiti consentiti dall'art. 173 d. att., con esclusione di nuove questioni di merito non prospettate in termini consentiti

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato la distinzione tra vizio di diritto (apprezzabile in cassazione) e mera censura della motivazione/valutazione di merito (inammissibile); i ricorrenti hanno in realtà proposto censure sulla valutazione probatoria e sulla motivazione, non errori di diritto

  • art. 616 cod. pen.

    Applicazione di sanzione pecuniaria e condanna al pagamento delle spese processuali per ricorsi manifestamente inammissibili, fissando in euro 3.000 la somma dovuta alla Cassa delle ammende

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con legge 18 dicembre 2020, n. 176 (art. 23, comma 8)

    Rilevato l'atto di requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale ai sensi della norma (riferimento procedurale alla requisitoria scritta)

Massime di principio

  • La Cassazione non è competente a riesaminare i fatti: i ricorsi che si limitano a proporre una diversa ricostruzione fattuale o a riepilogare elementi di merito già valutati sono inammissibili.
  • Per impugnare la qualificazione della recidiva occorre non solo richiamare elementi favorevoli ma dimostrare un errore di diritto o un vizio logico-grave nella motivazione che abbia impedito al giudice di apprezzare correttamente le prove.
  • Le richieste di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche devono confrontarsi specificamente con la motivazione del giudice di merito; reiterare argomenti già valutati senza contestarne le ragioni non è efficace in cassazione.
  • Per far valere l'inesistenza di un fatto (es. resistenza) è necessario allegare e documentare un travisamento della prova o contraddizioni nel materiale probatorio; la semplice versione alternativa del ricorrente non è sufficiente.
  • Nel giudizio abbreviato le risultanze documentali come il verbale di arresto possono essere decisive: chi contesta la loro valutazione deve indicare elementi che ne compromettano l'attendibilità.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare la condanna alle spese e a una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.; è quindi importante verificare la sussistenza di profili di diritto appellabili prima di proporre ricorso.
  • Quando si impugna in Cassazione è fondamentale inquadrare il motivo come vizio di diritto (errata applicazione della legge, vizio di motivazione grave o travisamento probatorio) e motivarlo in modo circostanziato, indicando i punti della motivazione che si ritengono illogici o contraddittori.

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