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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29019/2022 del 22/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza di appello che confermava la condanna per omicidio colposo (art. 589 c.p.) derivante da un sinistro stradale del 13/09/2011. L'imputato deduceva: (i) omessa valutazione della consulenza tecnica di parte (ing. Iannotti) che avrebbe escluso la sua colpa; (ii) illogicità e mancata valutazione delle deposizioni dei testi (Carabinieri Forgetta e Boiano e la coniuge Petino); (iii) mancato apprezzamento unitario delle prove e sottovalutazione del concorso di colpa della vittima; (iv) errata esclusione della rilevanza causale del mancato uso del casco; (v) contraddittorietà nella valutazione delle circostanze attenuanti e aggravanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse adeguatamente motivato la conferma della responsabilità del Giordano sulla base di elementi oggettivi (fotografie della scena, posizione finale dei veicoli, schizzo planimetrico che indicava il punto d'urto al centro della carreggiata, danni ai mezzi e assenza di tracce di frenata), nonché della mancata adozione di manovre evasive da parte dell'imputato. La mancata disamina espressa della consulenza difensiva è stata considerata implicitamente assorbita e incompatibile con la motivazione contraria. Le censure relative alla valutazione delle testimonianze sono state ritenute doglianze di merito non consentite in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen. (commi 1 e 2)

    Norma applicata per l'accertamento dell'omicidio colposo: la condanna è fondata sulla colpa generica e specifica del conducente che non ha mantenuto la destra e non ha adottato manovre di arresto o di aggiramento, cagionando la morte del motociclista.

  • artt. 140, 141 e 143 cod. strada

    Richiamati per precisare i doveri del conducente (mantenere la destra, tenere la dovuta attenzione, adattare la condotta alle condizioni della strada); la violazione di tali obblighi costituisce elemento della colpa specifica contestata.

  • art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.

    Limita il controllo di legittimità: la Cassazione verifica la congruità e la compatibilità logico-giuridica della motivazione, ma non può riesaminare i fatti né sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove; omissioni di disamina non sempre determinano vizio se le ragioni contrarie risultano implicitamente assorbite.

Massime di principio

  • La Corte di legittimità controlla la correttezza della motivazione nella sua compatibilità con il senso comune e la plausibilità, ma non riconsidera fatti e valutazioni probatorie compiute dai giudici di merito.
  • Elementi oggettivi (fotografie, posizioni finali dei mezzi, schizzi planimetrici, danni) hanno forte valore probatorio e possono prevalere su testimonianze contraddittorie o interessate.
  • L'omessa o non esplicita disamina di una consulenza tecnica di parte non comporta automaticamente l'annullamento se la motivazione di merito mostra implicitamente di averla assorbita o di trovarla incompatibile con il convincimento formatosi sui dati oggettivi.
  • Le valutazioni sulla attendibilità delle testimonianze (divergenze, lettura degli atti, versioni plurime) rientrano nella sfera di apprezzamento del giudice di merito e sono difficilmente sindacabili in cassazione salvo macroscopiche contraddizioni o omissioni argomentative evidenti.
  • Per contestare efficacemente una condanna in sede di legittimità occorre segnalare vizi di motivazione chiari, contraddizioni macroscopiche o errori di diritto; la mera proposta di una diversa ricostruzione fattuale è inadeguata.
  • La rilevanza di elementi quali il mancato uso del casco va valutata in relazione al nesso causale: la sua incidenza sulla dinamica e sull'esito lesivo deve essere provata, non può essere assunta aprioristicamente.
  • In presenza di concorso di colpa della vittima, il giudice può riconoscere attenuanti generiche ma ridurne la rilevanza se gli elementi oggettivi indicano una responsabilità prevalente dell'imputato.
  • Chi impugna deve documentare in modo specifico come i nuovi elementi o perizie mutino radicalmente la valutazione delle prove già acquisite, altrimenti il ricorso rischia di essere considerato aspecifico e inammissibile.

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