Cassazione Civile, Ordinanza n. 28988/2021 del 19/10/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (ente riscossione)
La controversia
La controversia nasce dall'impugnazione, da parte di una contribuente, di cartelle di pagamento relative a Irpef 2009, Irap 1999, Irpef 2011 e di una intimazione di pagamento. In appello, il Presidente della sezione della CTR aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agente della riscossione per asserita carenza di ius postulandi, ritenendo non legittima la costituzione con avvocato del libero foro. L'Agenzia delle entrate-riscossione ha quindi proposto ricorso per cassazione deducendo violazione degli artt. 11, 12 e 15 del d.lgs. 546/1992, dell'art. 1 del d.l. 193/2016 conv. in l. 225/2016 e dell'art. 4-nonies del d.l. 34/2019 conv. in l. 58/2019, sostenendo che la disciplina applicabile consente all'ente di avvalersi, nelle controversie tributarie, anche di avvocati del libero foro e che non era necessaria la motivata delibera prevista per il solo caso in cui l'ente scelga di non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato nei giudizi ad essa riservati convenzionalmente.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo di ricorso. Ha richiamato i principi affermati dalle Sezioni Unite sulla difesa in giudizio dell'Agenzia delle entrate-riscossione e la norma di interpretazione autentica dell'art. 4-nonies del d.l. 34/2019, osservando che la delibera motivata ex art. 43, comma 4, r.d. 1611/1933 è necessaria solo quando la controversia rientri tra quelle riservate all'Avvocatura dello Stato su base convenzionale e l'ente intenda comunque non avvalersene. Poiché nelle liti tributarie l'ente può avvalersi alternativamente di avvocati del libero foro, la costituzione in appello era valida. La sentenza impugnata è stata dunque cassata con rinvio alla CTR della Calabria in diversa composizione, che dovrà provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
richiamato come disciplina del patrocinio davanti alle commissioni tributarie; non esclude l'applicazione della disciplina sopravvenuta sulla difesa tecnica dell'ente.
richiamato nel motivo di ricorso tra le norme sulla rappresentanza e difesa nel processo tributario.
richiamato nel motivo di ricorso tra le norme del processo tributario invocate per contestare la declaratoria di inammissibilità.
art. 1, comma 8, d.l. 193/2016 conv. in l. 225/2016
consente all'Agenzia delle entrate-riscossione di avvalersi dell'Avvocatura dello Stato o, alternativamente, di avvocati del libero foro, nonché di propri dipendenti delegati; nei giudizi tributari continua ad applicarsi l'art. 11, comma 2, d.lgs. 546/1992.
art. 4-nonies d.l. 34/2019 conv. in l. 58/2019
norma di interpretazione autentica che chiarisce che la delibera motivata ex art. 43, comma 4, r.d. 1611/1933 si applica solo nei casi riservati convenzionalmente all'Avvocatura dello Stato e in cui l'ente intenda non avvalersene; non opera in caso di indisponibilità dell'Avvocatura.
art. 43, comma 4, r.d. 1611/1933
opera solo quando la controversia sia riservata all'Avvocatura dello Stato e l'ente, pur potendo avvalersene, scelga di non farlo; non è richiesta quando l'Avvocatura sia indisponibile.
art. 4 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
richiamato quale parametro per il conferimento dell'incarico ad avvocati del libero foro.
art. 17 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50
richiamato quale parametro per il conferimento dell'incarico ad avvocati del libero foro.
invocato come vizio di legittimità per violazione di norme processuali sulla rappresentanza e difesa in giudizio.
Massime di principio
- Nel processo tributario l'Agenzia delle entrate-riscossione può validamente stare in giudizio non solo tramite Avvocatura dello Stato, ma anche tramite avvocati del libero foro, secondo la disciplina dell'art. 1, comma 8, d.l. 193/2016 e dei criteri generali adottati dall'ente.
- La delibera motivata prevista dall'art. 43, comma 4, r.d. 1611/1933 è necessaria solo quando la controversia rientri tra quelle riservate convenzionalmente all'Avvocatura dello Stato e l'ente scelga di non avvalersene; non è richiesta se l'Avvocatura non è disponibile ad assumere il patrocinio.
- La costituzione dell'Agenzia delle entrate-riscossione con l'una o con l'altra difesa, quando derivi dalla riconduzione della causa alle ipotesi previste dalla convenzione o all'indisponibilità dell'Avvocatura, presuppone implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge senza necessità di specifica allegazione o prova.
- La disciplina sopravvenuta ha confermato un modello alternativo e non esclusivo di patrocinio dell'ente della riscossione, finalizzato a garantire l'effettività della difesa pubblica e il razionale impiego delle risorse.
- In materia di rappresentanza processuale dell'ente della riscossione, il giudice non può dichiarare l'inammissibilità dell'impugnazione per il solo fatto che l'ente si sia avvalso di un avvocato del libero foro, se tale modalità è consentita dalla normativa applicabile.
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