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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14733/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (comproprietario)

La controversia

Una comproprietaria di un pozzo trivellato ha chiesto in giudizio il rimborso, nei confronti dell'altro comproprietario, delle somme da lei anticipate per il canone fisso della fornitura di energia elettrica destinata all'impianto al servizio del pozzo e per ulteriori interventi e spese relative a tubazioni, impianto elettrico e conservazione della funzionalità del bene comune. Il tribunale ha rigettato la domanda; la corte d'appello ha confermato il rigetto, ritenendo che il canone fisso dell'utenza elettrica riguardasse la migliore fruizione del bene e non la sua conservazione, e che non fosse stata provata la necessità conservativa delle altre spese. Con il ricorso per cassazione la ricorrente ha dedotto, in sintesi: violazione dell'art. 1110 c.c. per avere escluso che il canone fisso dell'energia elettrica fosse spesa necessaria per la conservazione del bene comune; nullità per omessa considerazione del regime delle eccezioni sulla testimonianza del teste incapace; motivazione apparente sul mancato raggiungimento della prova documentale; illegittimo diniego di consulenza tecnica d'ufficio; omessa pronuncia su domande subordinate relative al compenso del consulente; e erronea mancata compensazione delle spese di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il terzo motivo, ha dichiarato assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alle censure accolte e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto che la decisione di merito avesse escluso in modo apodittico la riconducibilità del canone fisso dell'energia elettrica e delle altre spese alla nozione di spese necessarie per la conservazione del bene comune, senza verificare in concreto se tali esborsi fossero indispensabili per mantenere la funzionalità del pozzo e senza spiegare adeguatamente perché la documentazione prodotta non fosse idonea a dimostrare la necessità conservativa delle opere. La motivazione è stata quindi qualificata come apparente, non superante il minimo costituzionale richiesto.

Norme richiamate

  • art. 1110 c.c.

    le spese sostenute dal partecipante alla comunione sono rimborsabili se necessarie per la conservazione della cosa comune; occorre distinguere tra spese conservative e spese relative al mero godimento o alla migliore fruizione del bene

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    consente di censurare in cassazione la violazione o falsa applicazione di norme di diritto, come l'art. 1110 c.c.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    consente di dedurre nullità della sentenza per vizi processuali e motivazionali, inclusa la motivazione apparente

  • art. 112 c.p.c.

    impone il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato e vieta l'omissione di pronuncia

  • art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.

    richiede una motivazione della sentenza effettiva e non meramente apparente

  • art. 191 c.p.c.

    disciplina la consulenza tecnica d'ufficio, che non può essere utilizzata come mezzo meramente esplorativo

  • art. 342 c.p.c.

    regola il contenuto dell'atto di appello, richiamata dalla ricorrente in relazione alla specificità delle censure

  • art. 246 c.p.c.

    regola l'incapacità a testimoniare; la nullità relativa derivante dall'escussione di teste incapace è sanabile per acquiescenza

  • art. 92, secondo comma, c.p.c.

    richiamato in tema di compensazione delle spese di lite

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    la motivazione deve superare il minimo costituzionale, altrimenti è solo apparente

Massime di principio

  • Nella comunione, il rimborso ex art. 1110 c.c. spetta solo per spese effettivamente necessarie alla conservazione del bene comune; non bastano esborsi che riguardino il mero godimento o la migliore utilizzazione del bene.
  • Per stabilire se una spesa sia conservativa, il giudice deve compiere un accertamento concreto sulla funzione dell'esborso e sulla necessità dell'intervento in relazione alla conservazione della cosa comune.
  • La motivazione è apparente quando afferma una conclusione senza esporre ragioni controllabili sul piano logico e giuridico, pur essendo graficamente presente.
  • La documentazione contabile prodotta deve essere valutata in modo analitico rispetto alla specifica causale delle spese; non è sufficiente escluderne in blocco la rilevanza probatoria con formule assertive.
  • La consulenza tecnica d'ufficio non può supplire a carenze probatorie in modo esplorativo, ma può essere disposta solo se funzionale all'accertamento di fatti già specificamente allegati e rilevanti.

Come è indicizzato

MaterieComunioneProveImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullitàLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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