Ordinanza n. 891/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato emesso dalla Prefettura di Caserta in data 29/01/2026;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Caserta che ha revocato il nulla osta al lavoro subordinato, chiedendone la sospensione cautelare. In via preliminare il provvedimento è stato censurato per difetto di motivazione e violazione degli artt. 3 e 10-bis della l. 241/1990, poiché l'amministrazione ha affermato che non erano pervenute osservazioni o ulteriore documentazione senza esaminare le memorie e la documentazione che il datore di lavoro asseriva di avere trasmesso via PEC. Sono stati inoltre dedotti difetto di istruttoria ed eccesso di potere per travisamento dei fatti. Quanto alla capacità economica del datore di lavoro, l'atto appariva fondato sul criterio aritmetico costituito dalla differenza tra volume d'affari e totale degli acquisti e delle importazioni imponibili, senza una valutazione complessiva della solidità dell'impresa agricola, anche alla luce della bozza di bilancio, dei modelli IVA e del DURC prodotti.
La decisione
Il TAR ha ritenuto sussistenti, nella fase cautelare, consistenti profili di fumus boni iuris. Ha ravvisato un palese difetto di motivazione, perché il provvedimento non dava conto delle ragioni del mancato accoglimento delle osservazioni e della documentazione asseritamente trasmessa dal datore di lavoro, configurando anche un difetto di istruttoria e un travisamento dei fatti. Ha inoltre ritenuto prima facie illogica e inidonea la valutazione della capacità economica basata su una mera operazione aritmetica, dovendo l'amministrazione formulare un giudizio complessivo sulla congruità della capacità economica e sulla solidità dell'impresa. È stato riconosciuto anche il periculum in mora, poiché la revoca del nulla osta avrebbe impedito il rilascio del permesso di soggiorno, imposto allo straniero di lasciare il territorio nazionale e determinato la perdita dell'opportunità lavorativa e la vanificazione del percorso di vita e integrazione. L'istanza cautelare è stata quindi accolta, con sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato e obbligo per l'amministrazione di rideterminarsi sull'istanza nelle more del giudizio di merito. La trattazione di merito è stata fissata alla prima udienza pubblica del gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
L'amministrazione deve motivare il provvedimento indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della decisione; in particolare deve rendere comprensibili le ragioni del mancato accoglimento delle osservazioni presentate.
Le osservazioni e la documentazione presentate dall'interessato nel contraddittorio procedimentale devono essere effettivamente considerate e il loro eventuale mancato accoglimento deve essere spiegato nella motivazione del provvedimento finale.
La tutela cautelare è concessa quando, a un esame sommario, sussistono fumus boni iuris e periculum in mora; nella fattispecie tali presupposti sono stati ritenuti presenti.
Massime di principio
- Nel procedimento finalizzato alla revoca del nulla osta al lavoro subordinato, l'amministrazione non può limitarsi ad affermare che l'interessato non ha presentato osservazioni o documenti quando risultino dedotte memorie e produzioni trasmesse nel procedimento; deve verificarle e motivare specificamente le ragioni del loro eventuale mancato accoglimento.
- La valutazione della capacità economica del datore di lavoro, ai fini del nulla osta al lavoro subordinato, non può essere ridotta a una mera operazione aritmetica, ma deve consistere in un giudizio complessivo sulla congruità delle risorse economiche e sulla solidità effettiva dell'impresa, considerando la documentazione rilevante prodotta.
- La revoca del nulla osta al lavoro subordinato può integrare un periculum in mora grave e difficilmente riparabile quando impedisca il rilascio del permesso di soggiorno e determini l'obbligo dello straniero regolarmente entrato di lasciare il territorio nazionale, con perdita dell'occupazione e compromissione del percorso di integrazione.
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