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Ordinanza

Ordinanza n. 232/2026 - Venezia, Sezione 4

Giustizia amministrativa202600500

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: titolo formatosi all’esito della procedura abilitativa semplificata (PAS) per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra da 799,64 kW

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la determinazione conclusiva della PAS attivata per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra sul fondo sito in Marano Vicentino. Il primo ricorrente ha dedotto di condurre in affitto il fondo interessato dall’intervento, prospettando il rischio di privazione della coltivazione; il secondo ha dedotto di essere titolare di una servitù di passaggio sul fondo, prospettando la perdita dell’accesso alla proprietà. Ai fini istruttori, il TAR ha ritenuto necessario acquisire dal Comune una relazione sui fatti di causa, chiarimenti sul regime giuridico della strada lungo la quale dovrebbe essere collocata la condotta di connessione dell’impianto alla rete e la documentazione relativa agli atti prodotti nella PAS e agli atti adottati dal Comune o da altre amministrazioni.

La decisione

Il TAR ha disposto incombenti istruttori a carico del Comune di Marano Vicentino, non costituito, ordinando il deposito entro il 30 giugno 2026 di una relazione sui fatti di causa, dei chiarimenti e della documentazione sul regime giuridico della strada interessata dalla condotta di connessione, nonché degli atti prodotti nell’ambito della PAS e degli atti adottati dalle amministrazioni coinvolte. Quanto alla domanda cautelare, il Collegio ha ritenuto insussistente il periculum in mora: il rischio prospettato consisteva nella perdita della coltivazione del fondo e dell’accesso alla proprietà, ma dalle allegazioni delle parti resistenti, non smentite da evidenze contrarie, risultava che l’inizio dei lavori non fosse ancora programmato. L’istanza cautelare è stata quindi respinta senza esame favorevole del fumus, per difetto del periculum. Le spese della fase cautelare sono state compensate, poiché la decisione è stata assunta esclusivamente sulla base della valutazione del periculum in mora.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti della tutela cautelare; il TAR ha escluso il periculum in mora per l’assenza di una programmazione dell’inizio dei lavori e ha respinto la sospensione.

Massime di principio

  • La tutela cautelare davanti al giudice amministrativo richiede la sussistenza del periculum in mora; quando l’inizio dei lavori o dell’attività lesiva non risulta programmato e il rischio di danno non è attuale, la domanda di sospensione deve essere respinta.
  • Il giudice amministrativo può disporre incombenti istruttori a carico dell’amministrazione, anche non costituita, quando siano necessari per ricostruire i fatti, verificare il regime giuridico dei beni o delle infrastrutture coinvolte e acquisire la documentazione del procedimento amministrativo.
  • La decisione cautelare fondata esclusivamente sull’insussistenza del periculum in mora non comporta una definizione delle questioni relative alla legittimità dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareIncompetenzaOnere della prova e principio dispositivo

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