Cassazione Penale, Sentenza n. 17588/2023 del 27/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in tre motivi: 1) vizio motivazionale per omissione della documentazione prodotta in fase scritta (provvedimento di assegnazione del 5/3/2019 e rateizzazione dei canoni) che, se considerata, avrebbe potuto influire sul diniego delle circostanze attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena; 2) violazione di legge e vizio motivazionale per il doppio aumento di pena applicato ai capi relativi alla violazione dei sigilli, deducendo che le condotte costituivano un unico reato permanente ex art. 633 c.p.; 3) vizio motivazionale in ordine alla sussistenza del reato ex art. 349 c.p., con riferimento al presunto rilievo decisivo attribuito alla mancanza di un formale provvedimento di assegnazione dell'alloggio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha ritenuto fondati il primo e il secondo motivo. In particolare ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e del beneficio della sospensione condizionale della pena e al trattamento sanzionatorio, rinviando per nuovo giudizio su tali punti ad altra Sezione della Corte di appello di Messina. Ha invece dichiarato inammissibile il ricorso nel resto e ha confermato l'affermazione di responsabilità per i reati contestati (in relazione agli altri capi), dichiarando l'irrevocabilità della sentenza per le parti non annullate ai sensi dell'art. 624 c.p.p.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che, all'epoca dei fatti, l'alloggio era occupato abusivamente e che la condotta contestata rientrava nell'ambito di applicazione dell'art. 349; la successiva assegnazione non elide la responsabilità per i fatti storici accertati.
Codice penale, artt. 633-639-bis
L'occupazione abusiva protratta nel tempo è stata qualificata come reato permanente: la prosecuzione dopo l'apposizione dei sigilli costituisce continuazione dello stesso reato e impone l'applicazione di un unico aumento a titolo di continuazione, non di duplici aumenti per fatti materialmente distinti ma sostanzialmente unici.
Richiamate in relazione alla trattazione scritta del procedimento in Cassazione: la Corte ha deciso sulla base delle conclusioni scritte in assenza di richiesta di discussione orale.
Codice di procedura penale, art. 624 c.p.p.
Richiamato per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine alle parti non annullate dalla Cassazione.
Massime di principio
- In rito cartolare la documentazione prodotta con le conclusioni scritte deve essere effettivamente valutata dal giudice; l'omissione può giustificare l'annullamento della decisione nella parte relativa a circostanze attenuanti e benefici.
- L'occupazione abusiva protratta nel tempo costituisce reato permanente: la prosecuzione dell'occupazione, anche dopo l'apposizione dei sigilli, integra la continuazione dello stesso reato e non legittima automaticamente una duplicazione degli aumenti di pena.
- L'adozione successiva di un provvedimento amministrativo di assegnazione o la rateizzazione di canoni può incidere sulla valutazione delle attenuanti e sui benefici (es. sospensione condizionale), ma non cancella la responsabilità per condotte penalmente rilevanti accertate in momento anteriore.
- La Cassazione può annullare parzialmente una sentenza e rinviare solo per la determinazione della pena o per il riconoscimento di circostanze; le parti della sentenza non annullate diventano irrevocabili.
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