Sentenza del 28/12/2016 n. 27087 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il Consorzio ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 1996, 1997 e 1998, sostenendo che il fabbricato adibito a cantina sociale fosse strumentale all'attività agricola dei soci e dovesse quindi essere riconosciuto come rurale, con classificazione catastale D/10 ed esenzione dall'ICI. Ha inoltre contestato il classamento catastale dei locali, già classificati in categorie D/7 e D/8, sostenendo di poter chiedere il riconoscimento della ruralità anche mediante impugnazione degli atti impositivi, senza essere previamente obbligato a presentare una denuncia di variazione catastale.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente ai locali adibiti a cantina. Ha stabilito che il Consorzio poteva impugnare il classamento in occasione della notificazione degli avvisi ICI e che la CTR non poteva escludere l'applicabilità, per i periodi d'imposta controversi, dei requisiti di ruralità previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9, commi 3 e 3 bis. Per gli immobili strumentali delle cooperative agricole non è necessaria l'identità tra il proprietario del fabbricato e il titolare dei terreni, purché l'immobile sia destinato alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli conferiti dai soci. È stata invece confermata l'inammissibilità della contestazione relativa agli uffici, per i quali la rendita era stata proposta dalla stessa contribuente tramite DOCFA e non risultava un autonomo provvedimento impugnabile. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della CTR del Veneto, che dovrà accertare in concreto la ruralità della cantina e rideterminare, se necessario, il classamento e la base imponibile ICI.
Norme richiamate
D.L. n. 557 del 1993, art. 9, commi 3 e 3 bis
immobili ove le cooperative, o i loro consorzi, svolgono attività di "manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli" conferiti dai soci
La norma individua i requisiti per il riconoscimento della ruralità degli immobili strumentali alle attività agricole. Per le cooperative agricole è sufficiente la strumentalità dell'immobile alle attività svolte sui prodotti conferiti dai soci; non è richiesta l'identità soggettiva tra proprietario del fabbricato e proprietario dei terreni.
istituzione della categoria catastale D/10
La categoria D/10 identifica i fabbricati strumentali all'esercizio dell'attività agricola, diversi dalle abitazioni. Tuttavia, la mancata presentazione di una variazione catastale non impedisce al contribuente di contestare il classamento mediante impugnazione dell'atto impositivo, quando la rendita venga conosciuta in tale occasione.
L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 3
Consente al contribuente di impugnare l'atto attributivo o modificativo della rendita catastale anche in conseguenza della notificazione dell'atto impositivo che utilizza quella rendita come presupposto.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3
Permette di contestare l'atto presupposto non autonomamente notificato insieme all'atto impositivo che lo richiama, garantendo la tutela del contribuente anche contro un classamento conosciuto solo tramite l'accertamento tributario.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 29, comma 2, lett. c
Rileva per individuare le attività agricole, comprese quelle connesse alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, ai fini della valutazione della strumentalità e ruralità dei fabbricati.
L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 1
Gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali sono efficaci, in linea generale, dalla loro notificazione agli intestatari. La questione della mancata notificazione, tuttavia, deve essere coordinata con la facoltà del contribuente di impugnare il classamento insieme all'atto impositivo.
Massime di principio
- Un fabbricato utilizzato da una cooperativa agricola per trasformare, conservare o commercializzare i prodotti conferiti dai soci può essere riconosciuto rurale anche se la proprietà del fabbricato non coincide con quella dei terreni agricoli.
- La natura industriale o il grado di organizzazione dell'attività non escludono automaticamente la ruralità: occorre verificare concretamente la destinazione strumentale dell'immobile alle attività agricole previste dalla legge.
- Quando il classamento catastale non è stato autonomamente notificato, il contribuente può contestarlo insieme all'avviso tributario che lo utilizza, chiedendo il corretto riconoscimento della categoria catastale.
- La categoria catastale formalmente attribuita non risolve da sola la questione: il giudice deve accertare in concreto la sussistenza dei requisiti sostanziali di ruralità.
- Gli uffici autonomamente utilizzabili e non direttamente strumentali alla trasformazione o conservazione dei prodotti agricoli possono essere trattati separatamente dalla cantina e non beneficiano automaticamente della categoria D/10.
- Il giudice del rinvio deve attenersi ai principi di diritto stabiliti dalla Cassazione e non può negare l'applicazione di una disciplina già indicata come rilevante dalla sentenza di cassazione.
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