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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34235/2026 del 23/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso è proposto contro una sentenza di condanna per evasione, relativa al mancato rientro in un istituto penale minorile il 2 luglio 2022. L'allontanamento si è protratto per diversi giorni; durante l'evasione il ricorrente ha commesso un grave delitto contro il patrimonio, e pochi giorni prima aveva riportato una precedente condanna per evasione. La Corte territoriale ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto valorizzando la durata dell'allontanamento, i diversi precedenti penali e la precedente condanna per evasione. Con il ricorso è stato dedotto un vizio di motivazione, contestando in sostanza tale valutazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il vizio di motivazione dedotto è manifestamente insussistente e il motivo mira a ottenere una diversa valutazione dei fatti. La motivazione della Corte territoriale sull'esclusione della particolare tenuità è stata ritenuta congrua, non contraddittoria e non manifestamente illogica, quindi non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, non ravvisandosi assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    la mancata applicazione della causa di non punibilità del fatto, ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. è stata correttamente motivata richiamando elementi ritenuti in concreto ostativi alla formulazione di un giudizio di minore offensività del fatto

    L'esclusione della particolare tenuità può fondarsi su una valutazione concreta degli elementi del fatto e della personalità che impediscano di formulare un giudizio di minore offensività.

  • art. 616 c.p.p.

    all'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila da versare in favore della Cassa delle ammende, non potendosi ritenere che lo stesso abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

    Dichiarata l'inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende quando non risulta privo di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • art. 385 c.p.

    sentenza in epigrafe (di condanna per il delitto di evasione)

    La condanna impugnata riguarda il delitto di evasione; il testo non espone ulteriori interpretazioni della fattispecie incriminatrice.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, è inammissibile il motivo che, sotto la veste del vizio di motivazione, sollecita una nuova valutazione di fatto quando la motivazione impugnata è congrua e non manifestamente illogica.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa considerando congiuntamente la durata della condotta, la personalità dell'imputato e precedenti condanne per condotte analoghe, quando tali elementi ostano a un giudizio di minore offensività.
  • La valutazione di merito sull'esclusione della particolare tenuità, se adeguatamente motivata e non manifestamente illogica, non è sindacabile in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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