Sentenza n. 3179/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'ottemperanza della Sentenza n. 1412/2024 pubblicata il 19.06.2024 emessa dal Tribunale di Nola Sez. Lavoro nei confronti del MIM.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Nola, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l’attribuzione della Carta elettronica per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’esecuzione della sentenza n. 1412/2024 del Tribunale di Nola, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito era stato condannato ad assegnarle la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, mediante emissione di buoni elettronici del valore di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, per complessivi 1.500 euro. La ricorrente ha dedotto l’inottemperanza dell’Amministrazione e ha chiesto la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito chiedendo il rigetto, senza fornire elementi idonei a dimostrare l’avvenuta esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo sussistenti i presupposti dell’art. 114 c.p.a., in particolare il passaggio in giudicato della sentenza azionata, attestato dalla certificazione di cancelleria, e l’inutile decorso del termine previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare puntuale e integrale esecuzione al titolo giudiziale entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, se anteriore, provvedendo all’attribuzione dei benefici riconosciuti e alla corresponsione di quanto dovuto. Per l’ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il dirigente della DGOSV del Ministero, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni dalla richiesta della ricorrente e ponendo a carico dell’Amministrazione inadempiente gli atti e le spese necessari, comprese le eventuali modifiche di bilancio. Il compenso del commissario è stato determinato in 500 euro, a carico del Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 700 euro oltre accessori, con rifusione del contributo unificato se versato e distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
Consente al giudice amministrativo di conoscere dell’ottemperanza e di ordinare all’amministrazione l’esecuzione del giudicato, adottando anche le misure necessarie a rendere effettivo il comando giudiziale, inclusa la nomina di un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il decorso infruttuoso del termine previsto per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione costituisce, nel caso concreto, uno dei presupposti per l’azione di ottemperanza.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale azionato è passato in giudicato e l’amministrazione non vi ha dato esecuzione entro il termine previsto per l’adempimento delle obbligazioni a suo carico.
- Accertata l’inottemperanza, il giudice può ordinare all’amministrazione di eseguire puntualmente e integralmente il titolo entro un termine assegnato, precisando gli atti e le prestazioni dovuti.
- Il giudice dell’ottemperanza può designare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia dell’amministrazione, attribuendogli il potere di compiere gli atti necessari all’esecuzione, anche mediante delega e, se necessario, modifiche di bilancio.
- Le spese del giudizio di ottemperanza e quelle dell’eventuale attività commissariale possono essere poste a carico dell’amministrazione inadempiente.
Come è indicizzato
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