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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34975/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Capulli era stato condannato per omicidio colposo (art. 589 cod. pen.) per aver consentito a Constantin Augustin Fornade l'uso di un locale tecnico dotato di collegamento elettrico e di una macchina da cucina alimentata da una bombola GPL da 15 kg privi dei requisiti di efficienza e sicurezza; si formò una miscela aria/gas che esplose per innesco occasionale provocando la morte del Fornade (fatto del 05.04.2013). Il difensore ha impugnato la sentenza per violazione di legge e vizio di motivazione, denunciando in particolare la prescrizione del reato e la mancanza di prove della responsabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato d'ufficio l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione (termine massimo pari a 7 anni e 6 mesi, risultante spirato il 14.09.2021 dopo le sospensioni). Poiché il termine di prescrizione è spirato dopo la sentenza impugnata (17.06.2021), e non ricorrono i presupposti per una pronuncia assolutoria di merito (non è evidente l'insussistenza del fatto), la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma sanzionatoria applicata in primo e secondo grado per il delitto di omicidio colposo: la Corte ha ritenuto sussistente la fattispecie nei fatti descritti dalle sentenze impugnate.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Applicata dalla Corte di Cassazione per rilevare e dichiarare l'intervenuta causa estintiva del reato maturata dopo il provvedimento impugnato; consente l'annullamento senza rinvio quando il reato è estinto per prescrizione e non sussistono elementi per un'assoluzione di merito.

Massime di principio

  • Se la prescrizione del reato matura dopo la sentenza impugnata, la Corte di Cassazione può rilevarla d'ufficio e dichiarare l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 129 c.p.p., con conseguente annullamento senza rinvio.
  • La declaratoria di estinzione per prescrizione non equivale a una assoluzione di merito: la Corte può pronunciarsi per assolvere solo se dagli atti risulta con chiarezza l'insussistenza del fatto.
  • Chi impugna una condanna deve verificare e calcolare con attenzione i termini di prescrizione e le sospensioni: l'esito procesuale può mutare anche se la condanna è stata confermata in grado d'appello.
  • La pronuncia sullo stato di estinzione del reato può avvenire indipendentemente dalla richiesta del Procuratore Generale, purché ricorrano i presupposti di legge e il rimedio processuale sia coerente con l'impossibilità di infliggere pena.
  • In casi simili, la difesa dovrebbe sollevare tempestivamente la questione di prescrizione e documentare le sospensioni per ottenere il beneficio dell'estinzione quando i termini sono spirati.

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