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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10067/2023 del 09/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso la convalida del sequestro preventivo di beni a lei formalmente intestati. Nel ricorso si deducevano: (i) violazione del principio del giudice naturale precostituito (art.25 Cost., artt.33 e 178 c.p.p.), per avere il presidente vicario sostituito il giudice assegnatario nella convalida del sequestro, violando i criteri di assegnazione e sostituzione; (ii) inosservanza ed erronea applicazione dell'art.240-bis c.p., sostenendo che la presunzione di illecita provenienza per sproporzione non sarebbe applicabile alla terza interessata e che il P.M. non avrebbe assolto l'onere di dimostrare la fittizia interposizione né avrebbe tenuto conto delle prove difensive (eredità e donazioni) a sostegno della legittima titolarità dei beni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo per rinuncia della ricorrente e, con riferimento al merito del secondo, ha escluso vizi radicali della motivazione impugnata: il Tribunale del riesame aveva valutato le indagini patrimoniali e fiscali e aveva motivatamente ritenuto sussistenti gravi indizi di sproporzione rispetto ai redditi del nucleo familiare e la sussistenza di interposizione fittizia in favore del padre (Luigi Moccia). La Corte ha affermato che la provenienza ereditaria o donativa non ha efficacia automatica di confutazione quando emerge un quadro di accumulazione illecita e di disponibilità condivisa nel contesto di un sodalizio criminale (il "clan Moccia"); ha richiamato la possibilità di provare l'interposizione anche per indizi, purché conformi all'art.192, comma 2, c.p.p. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 240 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione alla disciplina del sequestro preventivo; la corte considera legittimo il sequestro convalidato alla luce degli accertamenti patrimoniali compiuti

  • art. 240-bis cod. pen.

    Prevede la misura ablativa su beni la cui provenienza appare illecita per sproporzione rispetto ai redditi; la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione anche quando i beni sono formalmente intestati a terzi, se sussistono gravi indizi di interposizione e sproporzione patrimoniale

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma procedurale relativa ai provvedimenti cautelari reali e alla convalida del sequestro; la Corte ne utilizza il riferimento per inquadrare il provvedimento impugnato

  • art. 25 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione al principio del giudice naturale precostituito; la Corte ha ritenuto l'eccezione inidonea a configurare un vizio radicale della motivazione ai fini del giudizio di legittimità

  • art. 33 cod. proc. pen.

    Richiamato nella doglianza sul criterio di sostituzione del magistrato; la Corte non ha ritenuto fondata l'eccezione sotto il profilo del vizio di legittimità

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina del giudice naturale e della sostituzione; la questione non è stata ritenuta idonea a far emergere un vizio radicale del provvedimento impugnato

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Indica i motivi per i quali è ammesso il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali (violazione di legge); la Corte richiama il limite del sindacato in cassazione sui provvedimenti cautelari reali

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce i requisiti degli indizi (serietà, precisione e concordanza); la Corte conferma che l'interposizione può essere provata anche per indizi purché rispettino tali requisiti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è limitato a violazioni di legge e a vizi radicali della motivazione; non è il canale ordinario per rimettere in discussione valutazioni di fatto approfondite dal giudice del merito
  • La presunzione di illecita provenienza per sproporzione patrimoniale di cui all'art.240-bis può riguardare anche beni formalmente intestati a terzi (terzi interessati) quando emergono gravi indizi di interposizione fiduciaria e di accumulazione illecita riconducibile al medesimo nucleo/sodalizio
  • L'origine ereditaria o donativa dei beni non costituisce di per sé prova sufficiente a escludere la fittizia intestazione quando il contesto investigativo evidenzi una disponibilità patrimoniale condivisa e mancanza di altre risorse lecite a giustificazione del patrimonio
  • La prova dell'interposizione può essere fornita per indizi, purché gli indizi soddisfino i requisiti di serietà, precisione e concordanza richiesti dall'art.192, comma 2, c.p.p.; le valutazioni sulla gravità degli indizi rientrano primariamente nel sindacato del giudice del merito
  • Le contestazioni procedurali sulla sostituzione del magistrato assegnatario devono configurare un vero e proprio vizio di legittimità o di costituzionalità del procedimento per essere accolte in sede di legittimità; mere irregolarità organizzative non bastano

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