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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01310/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha conseguentemente condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, ritenendo non esclusa la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistratura di sorveglianza)

La controversia

La vicenda riguarda un detenuto che aveva chiesto la concessione della liberazione anticipata per il periodo detentivo dall'11 giugno 2022 all'11 giugno 2024. Il Magistrato di sorveglianza aveva respinto l'istanza, valorizzando tre rapporti disciplinari intervenuti il 17 agosto 2022, il 6 dicembre 2023 e il 26 gennaio 2024. Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha poi rigettato il reclamo contro tale ordinanza. Nel ricorso per cassazione il detenuto ha contestato, in particolare, che la violazione disciplinare del 26 gennaio 2024 - che egli affermava di non aver commesso - potesse essere utilizzata come indice di una non convincente adesione al trattamento rieducativo anche per i semestri precedenti, censurando quindi la valutazione negativa del suo comportamento ai fini del beneficio. La Corte ha ritenuto che le doglianze riproponessero questioni già esaminate e disattese dai giudici di merito con motivazione immune da vizi logici. Ha inoltre rilevato che il reclamo al Tribunale di sorveglianza riguardava solo il periodo dall'11 giugno 2022 all'11 dicembre 2023, mentre la trasgressione del 26 gennaio 2024 cadeva nel semestre successivo e dunque fuori dal perimetro del reclamo; nel periodo oggetto di decisione risultavano comunque altre due sanzioni disciplinari, non specificamente censurate dal ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 54 ord. pen.

    La liberazione anticipata viene valutata in relazione alla condotta del condannato nel periodo detentivo considerato, ai fini della verifica dell'adesione all'opera rieducativa.

  • art. 616 c.p.p.

    All'inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in assenza di elementi idonei a escludere la colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di liberazione anticipata, la valutazione del comportamento del detenuto può essere frazionata per semestri, ma una trasgressione disciplinare può incidere negativamente anche sui semestri anteriori o successivi se rivela una mancata adesione all'opera di rieducazione e un rifiuto della risocializzazione.
  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il ricorso che si limiti a riproporre censure già esaminate e respinte dai giudici di merito con motivazione congrua e immune da illogicità o contraddizioni.
  • Non può essere scrutinata in cassazione, ai fini della decisione impugnata, una violazione disciplinare che ricada in un periodo estraneo all'oggetto del reclamo deciso dal Tribunale di sorveglianza.
  • Ai fini della liberazione anticipata, l'esistenza di ulteriori sanzioni disciplinari nel periodo rilevante può legittimare il diniego del beneficio se non siano specificamente contestate le valutazioni che le assumono come indici di mancata partecipazione al trattamento rieducativo.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipataImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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