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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36446/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna con ricorso straordinario per errore di fatto la sentenza della Prima Sezione di questa Corte (13/04/2022) che aveva rigettato il suo reclamo avverso l'ordinanza del GIP di Reggio Calabria (06/09/2021) che a sua volta aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revoca della confisca del bar-pasticceria "La Genziana". Nasone deduceva l'esistenza di elementi di novità (novum) e un vizio di motivazione tali da giustificare la revisione del provvedimento ablativo; sosteneva che la Corte di legittimità avrebbe errato nel ritenere assenti tali novità e nel confermare la strumentalità del bene ai sensi dell'art. 416-bis c.p.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile per carenza dei presupposti soggettivi e oggettivi dell'art. 625-bis c.p.p. (il rimedio è ammesso solo a favore del condannato o del Procuratore Generale quando la sentenza di cassazione rende definitiva una condanna). Il Collegio ha rilevato che la ricorrente non è il condannato e che l'errore prospettato non era un errore di fatto decisivo ma una contestazione di valutazione della prova e di motivazione, non sindacabile con il ricorso straordinario. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di Euro 4.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario è ammesso solo a favore del condannato (o del Procuratore Generale) e solo quando la sentenza di Cassazione rende definitiva una condanna; la norma ha carattere tassativo e non si estende a decisioni su questioni incidentali o a terzi non condannati.

  • art. 416-bis cod. pen. (settimo comma)

    La confisca può colpire beni strumentali all'attività di associazione mafiosa; la Corte ha ritenuto il bar-pasticceria luogo di incontro e strumentale all'attività delittuosa, giustificando la confisca ex art. 416-bis, settimo comma.

  • art. 667, comma 4 e art. 676 cod. proc. pen.

    Norme processuali relative all'opposizione a provvedimenti e alla relativa procedura; richiamate per inquadrare l'opposizione proposta dalla Nasone avverso il provvedimento di inammissibilità dell'istanza di revoca della confisca.

  • art. 14 disp. gen. (principio del divieto di estensione del rimedio)

    La Corte ha richiamato il divieto di estendere rimedi eccezionali oltre i casi espressamente previsti, a tutela della stabilità del giudicato.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. è uno strumento eccezionale: può essere proposto solo dal condannato (o dal Procuratore Generale) e solo quando la decisione della Cassazione rende definitiva una condanna; terzi non condannati non possono usarlo per impugnare decisioni incidentali.
  • Non costituiscono "errori di fatto" sindacabili con il rimedio straordinario le contestazioni relative alla valutazione delle prove, alla motivazione o alla valutazione giuridica dei fatti: tali censure devono essere dedotte con gli ordinari mezzi di impugnazione o, se ammesso, con la revisione.
  • Per ottenere la revoca di una confisca attribuita come strumentale (art. 416-bis c.p.) il terzo che reclama la proprietà o l'estraneità deve provare lo status di terzo in buona fede e l'affidamento incolpevole; l'onere probatorio grava sul reclamante.
  • Se si ritiene di avere nuovi elementi sopravvenuti (novum) che incidono sulle determinazioni ablative, occorre verificare il rimedio processuale adeguato: il ricorso straordinario è improprio se chi lo propone non è legittimato; spesso è necessario utilizzare i rimedi ordinari o le procedure specifiche previste per la revisione o per l'opposizione agli atti esecutivi.
  • Le decisioni della Cassazione su questioni incidentali (es. confisca in procedimenti contro altri) non sempre danno titolo al ricorso straordinario; prima di impugnare è necessario accertare la natura della pronuncia (se rende definitiva una condanna) e la sussistenza di un vero errore materiale o di fatto così come strettamente definito dalla giurisprudenza.

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