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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29955/2022 del 27/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, con quattro motivi: (1-2) vizio di motivazione e violazione di legge sulla sussistenza dei gravi indizi, sostenendo di essere stata al più mera connivente e non partecipante alle cessioni; (3) richiesta di derubricazione nell'ipotesi lieve ex art. 73, comma 5 (tenuità del fatto); (4) carenza di motivazione circa le esigenze cautelari e la possibile adeguatezza di misure meno afflittive.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato manifestamente inammissibile. La Corte ha ritenuto che: i primi due motivi non avessero efficacia contro la motivazione del Tribunale che ha accertato, sulla base delle dichiarazioni di numerosi acquirenti, la presenza costante e un atteggiamento vigile della Spinelli durante le cessioni, configurando un contributo materiale e quindi il concorso nel reato; la richiesta di derubricazione è infondata perché l'attività era abituale, riguardava diverse tipologie di stupefacenti e cospicui quantitativi, escludendo la tenuità; la doglianza sull'adeguatezza della misura è generica e priva di concrete indicazioni di elementi ostativi, mentre risultano invece precedenti specifici e recidiva della ricorrente che hanno reso necessaria la custodia cautelare. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; mandato alla cancelleria per gli adempimenti di legge (art. 94, comma 1-ter, disp.att. c.p.p.). Sentenza decisa il 6 luglio 2022.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (art. 73)

    L'art. 73 è stato applicato per il reato di detenzione/cessione di stupefacenti; il comma 5 (ipotesi lieve/tenuità) è stato escluso perché l'attività era abituale, pluralistica nelle sostanze e con disponibilità di cospicui quantitativi, elementi incompatibili con la tenuità del fatto

  • disp.att. cod. proc. pen. (art. 94, comma 1-ter)

    art. 94, comma 1-ter, disp.att., cod. proc. pen.

    Ordine di invio alla cancelleria per gli adempimenti consequenziali alla decisione di inammissibilità e alle condanne pecuniarie disposte

Massime di principio

  • La mera presenza di una persona sul luogo delle cessioni può integrare concorso se emerge un comportamento vigilante o un contributo materiale finalizzato alla consumazione dell'illecito, non è sufficiente affermare genericamente una "mera connivenza"
  • La derubricazione a ipotesi lieve ex art. 73, comma 5, è esclusa quando l'attività di spaccio è abituale, riguarda più tipi di sostanze e coinvolge quantitativi significativi; tali elementi dimostrano la non tenuità del fatto
  • Per contestare l'adeguatezza di una misura cautelare è necessario fornire argomentazioni concrete e elementi specifici che dimostrino la possibilità di misure meno afflittive; affermazioni generiche sono ininfluenti
  • Precedenti specifici e recidiva, soprattutto se post-carcerazione o durante misure cautelari precedenti, costituiscono forte indice negativo per la prognosi favorevole e giustificano misure cautelari più afflittive
  • In sede di riesame la motivazione del Tribunale che ricostruisce elementi concreti (dichiarazioni di acquirenti, modalità, quantità, pluralità di sostanze) ha forte rilevanza e difficilmente è ribaltabile se logica e coerente

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