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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3506/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Brescia del 14/12/2020 che confermava le condanne inflitte in primo grado per una serie di furti e rapine (assalti a sportelli bancomat e reati contro il patrimonio). Le censure principali riguardavano: 1) la contestazione della qualificazione come associazione a delinquere (pactum sceleris stabile e struttura organizzativa) rispetto ad un mero concorso nel reato continuato; 2) il travisamento della prova e l'insufficienza/contraddittorietà delle prove individualizzanti (riconoscimenti oculari, filmati, indumenti, intercettazioni, tabulati telefonici); 3) l'erronea qualificazione giuridica di taluni fatti (in particolare contestazioni di rapina impropria vs furto seguito da resistenza); 4) doglianze sulle conversazioni intercettate e sulla loro interpretazione; 5) censura sulla mancata concessione di attenuanti e sui profili sanzionatori; 6) eccezione di nullità per mancanza della motivazione grafica (abusività degli artt. 546 e 604 cod. proc. pen. nella parte rilevante).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato in massima parte i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati confermando la validità delle conclusioni dei giudici di merito: è stata ritenuta corretta la qualificazione di associazione a delinquere sulla base di molteplici indici (omogeneità dei reati, modus operandi, mezzi impiegati, intercettazioni, durata, ripartizione dei proventi, basi logistiche ecc.). Sono stati respinti i rilievi relativi a riconoscimenti oculari, abbigliamento, interpretazione delle captazioni e alla qualificazione giuridica di numerosi fatti (la Cassazione ha richiamato principi sulla rapina impropria e sull'unitarietà temporale della condotta). Tuttavia la Corte ha accolto un motivo pro Major Donald: ha annullato la sentenza rispetto al capo 7) (rapina di Rovato del 17/01/2016) per vizio di motivazione relativo alla prova della partecipazione individuale, rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia. Per il resto i ricorsi di Floriani, Garbin, Massaroni e Major Claudio sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e ciascuno a pagare € 3.000,00 alla cassa delle ammende; inoltre Major Claudio e Garbin Jody sono stati condannati a rimborsare le spese di difesa e rappresentanza della parte civile Intesa Sanpaolo per il capo 55).

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato con riferimento ai criteri di valutazione della prova e del vizio di motivazione; la Corte valuta la congruità e la completezza della motivazione dei giudici di merito sulla base degli elementi di fatto e rifiuta sindacati meramente ripetitivi o generici in cassazione

  • art. 628 cod. pen.

    Norma sulla rapina; la Corte ha applicato i criteri che distinguono rapina e rapina impropria, affermando che la minaccia o violenza può realizzarsi anche fuori dal luogo della sottrazione purché mantenga l'unitarietà funzionale per assicurare l'impunità o il mantenimento della refurtiva

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito della doglianza sulla nullità per mancanza grafica della motivazione; la Corte ha esaminato la questione costituzionale e si è richiamata a orientamenti che ammettono il controllo sulla conformità della disciplina delle nullità alla Costituzione

  • art. 604 cod. proc. pen.

    Richiamato in rapporto alla nullità della sentenza per mancanza di motivazione; la Corte ha valutato il rilievo costituzionale prospettato e si è allineata a precedenti Sezioni sul punto

  • art. 111 Cost.

    Richiamato nella discussione sulla motivazione delle sentenze e sui rimedi processuali: la Corte ha evidenziato che la Costituzione impone motivazione ma delega alla legge le conseguenze dell'inosservanza

  • art. 24 Cost.

    Richiamato nella prospettazione costituzionale: tutela del diritto di difesa e dell'effettività del controllo di merito

  • art. 25 Cost.

    Richiamato nella stessa prospettazione costituzionale relativa al giusto processo e alle garanzie processuali

  • art. 117 Cost.

    Richiamato con riferimento al rispetto degli obblighi derivanti dalla Convenzione EDU (art. 6), per verificare che il sistema processuale garantisca un effettivo diritto di accesso e controllo

  • art. 6 CEDU (richiamato)

    Rilevante nella valutazione del diritto a un equo processo e al doppio grado di giudizio; la Corte ha considerato la compatibilità delle disposizioni procedurali con i parametri convenzionali

Massime di principio

  • Per distinguere associazione a delinquere da concorso in reato continuato è decisivo il 'pactum sceleris' stabile: indici come omogeneità dei reati, modus operandi ripetuto, organizzazione di mezzi e basi logistiche, comunicazioni dedicate, durata e ripartizione dei proventi rafforzano la sussistenza dell'associazione.
  • Le contestazioni sulla valutazione delle prove in Cassazione devono essere specifiche e confrontare i punti decisivi della motivazione; censure meramente ripetitive o generiche sono frequentemente dichiarate inammissibili.
  • Nell'identificazione dell'autore, singoli indizi (es. copricapo, accento, posizione in video) possono avere valore indiziario se inseriti in un quadro probatorio convergente (filmati, tabulati, intercettazioni, elementi di correlazione fra eventi). L'assenza di uno di questi elementi non implica automaticamente l'innocenza se il complesso probatorio è coerente.
  • La qualificazione tra furto + resistenza e rapina impropria dipende dal nesso funzionale tra violenza/minaccia e il fine di impedire il recupero della refurtiva o assicurare l'impunità; la violenza non deve necessariamente essere contemporanea alla sottrazione se mantiene unità funzionale con essa.
  • Le intercettazioni e conversazioni ambientali vanno interpretate nel loro contesto fattuale: la loro valutazione è questione di merito e solo motivazioni manifestamente illogiche o irragionevoli possono essere sindacate in cassazione.
  • I profili procedurali relativi alla motivazione della sentenza (es. eventuale nullità per insufficiente motivazione) possono assumere rilievo costituzionale; se la motivazione di primo grado è carente e la Corte d'appello non ha effettivamente integrato o motivato criticamente il materiale probatorio, può sussistere spazio per annullamento e rinvio.
  • In sede di impugnazione è strategico articolare censure puntuali (con riferimento preciso agli elementi di prova e al motivo per cui la motivazione sarebbe contraddittoria o carente) e produrre, ove possibile, elementi nuovi o richieste di rinnovazione probatoria quando la sentenza di appello non abbia adeguatamente valorizzato le difese.

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