Cassazione Penale, Sentenza n. 35377/2024 del 20/09/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Vitti impugnava la conferma in appello della condanna emessa dal G.U.P. di Bergamo per plurimi reati commessi in qualità di funzionario presso la Motorizzazione civile di Bergamo. Le principali contestazioni dedotte in cassazione riguardavano: (i) la carenza della prova dell'elemento soggettivo e oggettivo del reato di corruzione per l'esercizio della funzione (capo 1.1.), sostenendo che dalla conversazione intercettata non risultava che l'imputato avesse accettato la promessa di denaro per modificare la carta di circolazione e che egli fosse il soggetto competente a compiere l'atto; (ii) l'insussistenza delle contestazioni relative a falso e distruzione di atti informatici nella modifica delle banche dati (capo 3); (iii) la mancata prova della costrizione per tentata concussione e dell'elemento costrittivo nelle condotte contestate al capo 5) e 6); (iv) censure sulla determinazione della pena e sul riconoscimento delle circostanze attenuanti.
La decisione
La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha annullato con rinvio la sentenza impugnata limitatamente ai reati indicati nei capi 1.1. e 5., disponendo nuovo giudizio davanti a diversa Sezione della Corte di appello di Brescia, per carenze motivazionali relative alla prova dell'accettazione della promessa corruttiva e alla ricostruzione fattuale. Per il resto (capo 3 e capo 6) il ricorso è stato rigettato e l'accertamento di responsabilità è dichiarato irrevocabile: la Corte ha confermato la condanna per le condotte di falsificazione/distruzione dei dati degli archivi della Motorizzazione (capo 3) e per la concussione consumata (capo 6). La Suprema Corte ha altresì rilevato insufficiente la motivazione rispetto alla qualificazione di talune condotte come tentata concussione (aspetti rilevanti per il capo relativo al 16 marzo 2017) e per questo ha annullato in parte. La Corte di appello dovrà inoltre riesaminare la determinazione della pena e la valutazione delle circostanze attenuanti alla luce delle statuizioni di cassazione.
Norme richiamate
La Corte ha richiamato il principio secondo cui per la corruzione per l'esercizio della funzione è necessario dimostrare il nesso tra la promessa/dazione di denaro e l'atto rientrante nelle competenze o nell'influenza esercitabile dal pubblico ufficiale; l'insussistenza di prova che l'atto richiesto rientrasse nella sfera di competenza di Vitti ha determinato l'annullamento del capo relativo.
Norma richiamata fra le contestazioni (corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio o indebita dazione); la Corte ha valutato la necessità della prova dell'accettazione della promessa e del rapporto funzionale diretto tra vantaggio e atto d'ufficio.
Riferita alle ipotesi di falso in atti; la Corte ha confermato la responsabilità per reati relativi alla manipolazione/distruzione di dati negli archivi della Motorizzazione quando la prova è ritenuta convincente.
Norma relativa all'aumento per continuazione: la sentenza di merito aveva applicato l'aumento per continuazione con precedente condanna; la Cassazione non ha annullato tale valutazione nel complesso, ma ha rinviato la verifica delle conseguenze sul trattamento sanzionatorio in relazione ai capi annullati.
Richiamata con riguardo al riconoscimento di specifiche circostanze attenuanti processuali; la Corte ha rinviato alla Corte d'appello la valutazione sulla concedibilità di tale circostanza dopo il nuovo esame.
art. 192, commi 3 e 4, cod. proc. pen.
La Cassazione ha ribadito che la deposizione della persona offesa può, anche da sola, costituire prova della responsabilità dell'imputato; tuttavia, se la persona offesa è parte civile e ha un interesse economico, può richiedersi un controllo di attendibilità più rigoroso. Nel caso, Lazzarini non si era costituito parte civile e la sua dichiarazione è stata ritenuta idonea a sorreggere la condanna per concussione consumata.
art. 62, comma 1, n. 4 cod. pen.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche richiamata in relazione alla riconsiderazione del trattamento sanzionatorio; la Corte ha disposto che la Corte d'appello valuta nuovamente le attenuanti alla luce delle statuizioni di annullamento.
Massime di principio
- Per configurare la corruzione per l'esercizio della funzione è necessario provare non solo la promessa o la dazione di denaro, ma anche che l'atto richiesto rientrasse nella sfera di competenze o d'influenza del pubblico ufficiale e che vi sia stata accettazione consapevole della promessa.
- Quando le risultanze investigative ammettono ricostruzioni alternative compatibili con l'innocenza dell'imputato, la decisione di una delle ricostruzioni deve essere motivata esplicitamente; la mancanza di confronto con interpretazioni alternative può giustificare l'annullamento per difetto di motivazione.
- Il ruolo di "intermediario" può essere rilevante: se l'imputato non aveva potere diretto sull'atto richiesto, la condotta potrebbe essere più adeguatamente qualificata come traffico di influenze illecite piuttosto che corruzione per l'esercizio della funzione.
- Le dichiarazioni della persona offesa possono, isolate, reggere una condanna (anche per concussione) se ritenute attendibili; tuttavia, quando la persona offesa ha un interesse economico (parte civile), è opportuno un controllo più rigoroso e, se necessario, riscontri probatori.
- Se la motivazione del giudice di merito è ritenuta insufficiente su aspetti chiave (ad es. prova dell'accettazione o del nesso funzionale), la Cassazione può annullare e rinviare la decisione per nuovo giudizio affinché venga colmata la lacuna motivazionale.
- In caso di annullamento parziale, il giudice di rinvio dovrà riesaminare anche il trattamento sanzionatorio e la concessione delle circostanze attenuanti alla luce della nuova valutazione delle responsabilità.
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