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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23383/2024 del 30/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (concessionaria)

La controversia

La controversia nasce dall'occupazione sine titulo di una piccola particella di terreno di proprietà della società ricorrente, avvenuta nell'ambito dei lavori di realizzazione di un'autostrada. Successivamente la società concessionaria ha adottato un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, liquidando un indennizzo complessivo ritenuto dalla proprietaria erroneo e troppo basso. In primo grado il tribunale aveva determinato l'indennità tenendo conto della edificabilità del terreno sulla base del p.r.g. del 1986; in appello, invece, la Corte territoriale ha ritenuto che al momento dell'occupazione e poi del decreto di acquisizione dovesse farsi riferimento al p.r.g. del 2008, che imponeva vincoli conformativi e rendeva il terreno non edificabile, riducendo così l'importo a euro 277,79 complessivi. Con il ricorso per cassazione la proprietaria ha denunciato: 1) violazione degli artt. 32 e 37 d.P.R. n. 327/2001, sostenendo che il valore dovesse essere rapportato alle possibilità edificatorie del p.r.g. del 1986 e che il vincolo introdotto nel 2008 fosse espropriativo, quindi da ignorare nella stima; 2) vizio motivazionale, assumendo una contraddizione della sentenza d'appello nella ricostruzione della sequenza dei vincoli urbanistici. La società controricorrente ha resistito chiedendo l'inammissibilità o il rigetto del ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretto il criterio adottato dalla Corte d'appello: ai fini della determinazione dell'indennità, e in particolare nell'acquisizione sanante ex art. 42-bis, occorre considerare la situazione urbanistica del bene alla data in cui si realizza la fattispecie traslativa, valorizzando solo i vincoli conformativi e prescindendo da quelli preordinati all'esproprio. Nel caso concreto, alla data rilevante la particella ricadeva nel p.r.g. del 2008 in fasce di ambientazione e rispetto stradale e ferroviario, con vincolo conformativo non connesso alla specifica opera autostradale. Il secondo motivo è stato respinto sia perché il vizio di contraddittoria motivazione non è più configurabile nel testo vigente dell'art. 360, n. 5, c.p.c., sia per difetto di specificità e autosufficienza del ricorso rispetto alla c.t.u., oltre che perché si trattava in sostanza di una diversa lettura del fatto, non consentita in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Il vizio di contraddittoria motivazione non è più autonomamente deducibile; rileva solo l'omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti.

  • artt. 32 e 37 d.P.R. n. 327/2001

    L'indennità di espropriazione va determinata con riferimento alle caratteristiche del bene alla data rilevante, considerando i soli vincoli conformativi e non quelli espropriativi o preordinati all'esproprio.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Nell'acquisizione sanante, la valutazione della situazione urbanistica dell'area va compiuta alla data del provvedimento acquisitivo, che realizza la fattispecie traslativa.

  • art. 42, 3° co., Cost.

    L'indennizzo non può essere fondato su una valutazione astratta sganciata dalla situazione concreta del bene al momento rilevante.

  • art. 366 c.p.c.

    Il ricorso deve essere specifico e autosufficiente, anche con riguardo ai documenti e alla c.t.u. richiamati.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    1° co. quater e 1° co. bis

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il pagamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • In materia di determinazione dell'indennità di espropriazione, la qualificazione edificatoria o meno dell'area deve essere effettuata con riferimento alla situazione giuridica e fattuale del bene alla data rilevante per la vicenda ablativa, tenendo conto dei soli vincoli conformativi.
  • I vincoli urbanistici preordinati alla localizzazione di una specifica opera pubblica o comunque funzionali all'esproprio non incidono sulla stima dell'indennità, perché devono essere ignorati nella qualificazione dell'area ai fini indennitari.
  • Nell'acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, la verifica della destinazione urbanistica deve essere compiuta alla data del provvedimento acquisitivo, non già a una data anteriore collegata all'occupazione o alla trasformazione del bene.
  • Nel ricorso per cassazione non è consentito sostituire alla ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di merito una diversa lettura delle risultanze istruttorie; la censura deve colpire un vizio di diritto o un omesso esame nei limiti consentiti dall'art. 360 c.p.c.
  • Il motivo che si fonda su documenti o c.t.u. deve rispettare il requisito di specificità e autosufficienza, indicando puntualmente il contenuto rilevante degli atti processuali richiamati.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProprietàEspropriazione forzata
RamiProcesso civileImmobiliareEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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