Cassazione Penale, Sentenza n. 33866/2025 del 15/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Di Marzo era accusato di plurimi reati collegati alla gestione della contabilità e delle dichiarazioni fiscali della sig.ra Filippini: truffa (art. 640) e accesso abusivo a un sistema informatico (art. 615‑ter) relativamente all'utilizzo delle credenziali e all'attivazione del "cassetto fiscale", esercizio abusivo della professione di dottore commercialista (art. 348) e appropriazione indebita di documentazione contabile (art. 646). In appello era stato prosciolto per alcuni capi (tra cui appropriazione) e condannato per altri; in Cassazione impugnava in particolare la qualificazione dell'attività come esercizio abusivo della professione, la configurabilità dell'accesso abusivo (dato il rapporto professionale consolidato) e il rigetto della circostanza attenuante della particolare tenuità ai sensi dell'art. 623‑quater.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la correttezza dell'analisi della Corte d'appello: l'attività svolta da Di Marzo (presentarsi come commercialista, tenuta continuativa e organizzata della contabilità, invio di bozze diverse dagli originali, attivazione del cassetto fiscale con delega falsificata e presentazione di dichiarazioni integrative) integra l'abusivo esercizio della professione (art. 348) e l'accesso abusivo (art. 615‑ter). Non è stato riconosciuto il fatto di particolare tenuità per l'art. 615‑ter, dato il carattere continuato e il danno arrecato. Conseguentemente il ricorso è stato ritenuto inammissibile e confermate le statuizioni di merito; il ricorrente è stato condannato alla rifusione delle spese della parte civile.
Norme richiamate
Integra il reato l'esecuzione, senza titolo, di atti che, sebbene non esclusivi, sono univocamente riconducibili alla competenza di una professione regolamentata quando svolti con continuità, onerosità e organizzazione tali da creare l'apparenza di un'attività professionale esercitata da soggetto abilitato; applicato al caso della tenuta continuativa e autonoma della contabilità e della cura degli adempimenti del lavoro
Configurabile quando si accede o si resta nel "cassetto fiscale" di un altro soggetto senza autorizzazione; la semplice affidamento di servizi contabili non giustifica l'attivazione e l'uso di un domicilio fiscale elettronico intestato alla vittima se privo di delega valida (qui la delega era falsificata)
Reato di truffa richiede artifici e raggiri, induzione in errore e atto di disposizione patrimoniale; la Corte ha ritenuto che la truffa e l'esercizio abusivo tutelino beni diversi e non si assorbano automaticamente l'uno nell'altro
Pretesa contestazione per appropriazione indebita di documentazione contabile; però l'imputato è stato prosciolto per tale capo perché il fatto non sussiste (decisione di merito non censurata in Cassazione)
Prevede la circostanza attenuante del fatto di particolare tenuità per talune fattispecie, ma la Corte ha ritenuto irrilevante per l'art. 615‑ter nel caso concreto per la gravità, la pluralità e la durata delle condotte
Riferimento al principio di specialità/assorbimento fra norme: la Corte ha escluso che sussista specialità tra truffa ed esercizio abusivo, trattandosi di beni giuridici differenti
Citata dal ricorrente per sostenere la legittimità delle attività di tributarista non regolamentato; la Corte non ha ritenuto decisiva tale richiamo rispetto alla configurazione dell'abusivo esercizio della professione perché valgono le modalità concrete (continuità, organizzazione, apparenza)
Riferimento normativo sulla disciplina delle professioni contabili; la giurisprudenza richiamata individua tra i compiti tipici la tenuta dei libri contabili e la predisposizione delle dichiarazioni, utili per valutare la riserva di attività
Massime di principio
- L'esercizio continuativo, organizzato e remunerato di attività contabili che crea l'apparenza di una professione regolamentata può integrare il reato di esercizio abusivo (art. 348) anche se singoli atti non sono in esclusiva spettanza dell'albo
- L'affidamento generale della contabilità non legittima l'attivazione o l'uso del "cassetto fiscale" senza una delega valida: la sua apertura con delega falsificata o l'accesso oltre i limiti autorizzati integra l'accesso abusivo (art. 615‑ter)
- La truffa e l'esercizio abusivo tutelano interessi diversi; la presenza di artifici o raggiri non assorbe automaticamente un reato autonomo che integri ulteriori fattispecie
- La circostanza attenuante della particolare tenuità non è applicabile se la condotta è continuata nel tempo, plurima e ha arrecato un danno non trascurabile
- La qualifica formale sotto cui ci si presenta (es. "commercialista") e il comportamento concreto (continuità, autonomia decisionale, invio di documenti "bozza" diversi dagli originali) sono elementi decisivi per valutare l'abusività dell'attività
- La documentazione processuale (firme false su deleghe, discrepanze tra copie fornite al cliente e atti reali presentati) ha elevato peso probatorio nel riconoscimento della responsabilità
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