Cassazione Penale, Sentenza n. 45442/2022 del 30/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Caltanissetta che aveva confermato il sequestro preventivo del veicolo Fiat Croma intestato al ricorrente, contestato ai sensi dell'art. 256 Dlgs. 152/06. Il ricorrente deduceva: (1) violazione delle norme sulla richiesta di rinvio per legittimo impedimento, lamentando il mancato differimento richiesto dal difensore e invocando l'equiparazione delle facolta tra imputato e difensore (art. 99 c.p.p., art. 309 comma 9-bis c.p.p., diritti di difesa costituzionali e CEDU); (2) insussistenza del fumus commissi delicti contestando la presunta mancanza dei filmati citati in ordinanza a sostegno del sequestro.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: (1) il primo motivo è manifestamente infondato perché l'art. 309 comma 9-bis c.p.p. riconosce personalmente all'imputato/indagato (e non al difensore) la facoltà di chiedere il differimento dell'udienza per giustificati motivi; il legittimo impedimento del difensore non costituisce causa di rinvio nelle udienze camerali disciplinate dall'art. 127 c.p.p.; (2) il secondo motivo è inammissibile perché meramente assertivo e valutativo: l'affermazione della inesistenza dei filmati non è adeguatamente allegata. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma equitativamente determinata in euro 3.000,00, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Richiamato come norma procedurale relativa al rito e alla competenza del giudice del riesame; contestualmente alinea il procedimento di impugnazione del sequestro.
art. 178 lett. c) cod. proc. pen.
Richiamato tra le norme invocate dal ricorrente; concerne le formalità relative all'impugnazione e alla notifica degli atti processuali.
Norma che disciplina la rappresentanza e la facolta del difensore; il ricorrente richiedeva un'estensione delle sue tutele ma la Corte ha ritenuto che l'art. 309 comma 9-bis attribuisca specificamente la facoltà di chiedere il differimento all'imputato/indagato, non al difensore.
art. 309 comma 9-bis cod. proc. pen.
Interpretata dalla Corte nel senso che la facoltà di chiedere il differimento dell'udienza di riesame spetta personalmente all'indagato/imputato per giustificati motivi; l'impedimento del difensore non rientra tra i giustificati motivi nelle udienze camerali di riesame.
Richiamato per affermare che l'udienza camerale non prevede il rinvio per legittimo impedimento del difensore e non prescrive come obbligatoria la presenza del difensore o del pubblico ministero.
art. 420-ter comma 5 cod. proc. pen.
Citato dalla giurisprudenza per distinguerne l'ambito: tale norma può determinare rinvio per legittimo impedimento del difensore in altri gradi (es. appello 'de libertate'), ma non si applica automaticamente al giudizio di riesame disciplinato dall'art. 309.
Richiamato per delineare la distinzione fra i diversi gradi e tipi di procedimento (riesame vs appello) e l'eventuale diversa applicazione di garanzie procedurali.
art. 309 comma 10 cod. proc. pen.
Riferimento al regime di inefficacia della misura e alla necessità di rapidita' temporale nelle decisioni sul riesame, argomento usato dalla Corte per giustificare l'esclusiva attribuzione della facoltà di differimento all'indagato.
art. 256 commi 1, 2 e 3 Dlgs. 152/2006
Norma sostanziale oggetto della contestazione (sequestri relativi a reati ambientali). La Corte ha valutato i profili di fumus del reato e ritenuto che la contestazione della mancanza di filmati non fosse adeguatamente allegata.
legge n. 47/2015 art. 11 comma 4
In sede interpretativa la Corte richiama l'intervento normativo che ha introdotto l'art. 309 comma 9-bis, confermando la scelta legislativa di assegnare all'indagato la facolta' di chiedere il differimento per giustificati motivi.
Riferito in relazione all'onere delle spese a carico del ricorrente per il procedimento di impugnazione in Cassazione; la Corte lo invoca per la condanna alle spese.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata per valutare l'eventuale responsabilita' del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilita'; la Corte ha ritenuto che non sussistesse colpa tale da escludere il beneficio di una quantificazione equitativa della somma a titolo di ammenda.
Massime di principio
- Nel procedimento di riesame sul sequestro preventivo (art. 309 c.p.p.) la facoltà di chiedere il differimento dell'udienza per "giustificati motivi" spetta personalmente all'indagato/imputato; il semplice impedimento del difensore non costituisce in sé motivo di rinvio nelle udienze camerali.
- Le udienze camerali disciplinate dall'art. 127 c.p.p. hanno un regime più stringente: la presenza del difensore e del P.M. non è sempre obbligatoria e non tutte le cause di rinvio previste per altri gradi trovano qui applicazione.
- Quando si contesta l'esistenza o la rilevanza di elementi probatori (es. filmati), occorre formulare allegazioni specifiche e non meramente assertive: le censure generiche sulla mancanza di prove sono frequentemente ritenute inammissibili o infondate.
- Le garanzie applicabili possono variare a seconda del grado e della tipologia di procedimento (es. riesame vs appello 'de libertate'); occorre verificare la normativa speciale richiamata dal legislatore e la relativa giurisprudenza interpretativa.
- Il ricorso manifestamente infondato o inammissibile può comportare condanne alle spese e, in casi particolari, somme a titolo di ammenda; è quindi utile valutare preliminarmente la fondatezza e la specificità delle deduzioni prima di proporre impugnazioni.
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