Cassazione Penale, Sentenza n. 12155/2024 del 22/03/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado per il reato di evasione. Il ricorrente sosteneva di essersi allontanato di pochi metri dall'abitazione domiciliare per motivi familiari (festeggiamento del compleanno della figlia) e per un controllo idraulico da parte di un muratore, invocando l'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen. per particolare tenuità del fatto e denunciando vizi di motivazione della Corte territoriale, nonché la non rilevanza della recidiva e la mancata concessione delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittima la riforma operata dalla Corte di appello che, valutando elementi non considerati dal primo giudice, ha ritenuto la versione difensiva inverosimile, ha escluso la tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis e ha correttamente motivato la sussistenza della recidiva valutando tipologia e collocazione temporale dei precedenti. La Corte ha inoltre osservato che le attenuanti generiche non erano state richieste nei gradi di merito e quindi non potevano essere dedotte in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento e al versamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma sulla causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. Applicabile anche al reato di evasione se, valutando congiuntamente condotta, danno e colpevolezza, l'offensività risulta minima. Nel caso di specie la Corte di appello ha valutato gli indicatori e ha escluso la tenuità per la modalità, la brevità temporale dall'applicazione della misura cautelare e la inverosimiglianza della giustificazione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Previsione procedurale per la sintesi dei motivi nel ricorso per cassazione; richiamata nel contesto della esposizione dei motivi del ricorrente.
Norma che prevede l'obbligo di condanna alle spese processuali in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso; applicata con condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
art. 597, comma 5, cod. proc. pen.
Riferimento al potere-dovere del giudice d'appello nella valutazione delle circostanze; la Corte ha richiamato la giurisprudenza su questo punto per motivare l'impossibilità di censurare in Cassazione l'assenza di richiesta di attenuanti nei gradi di merito.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020)
Norma che disciplina la trattazione scritta del procedimento in Cassazione e la possibilità di depositare conclusioni scritte in mancanza di richiesta di discussione orale; segnalata nella fase processuale di trattazione.
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) richiede una valutazione congiunta di condotta, danno e colpevolezza: la mera brevità o il modesto allontanamento dalla misura cautelare non è solo sufficiente se altri elementi (inverosimiglianza della giustificazione, tempestività dell'applicazione della misura) indicano offesa non minima.
- Se la sentenza di primo grado contiene motivazioni generiche o meramente assertive, la Corte di appello non è vincolata dall'obbligo di "motivazione rafforzata" per riformare l'assoluzione e può esaminare e valorizzare elementi non adeguatamente considerati dal primo giudice.
- In sede di impugnazione, l'onere di provare la plausibilità della versione difensiva e di dimostrare l'esistenza di requisiti per la tenuità del fatto grava sul ricorrente; argomentazioni meramente oppositive hanno scarse possibilità di successo in Cassazione.
- La sussistenza della recidiva va motivata considerando non solo la presenza di precedenti ma anche la loro tipologia e la collocazione temporale; se la corte ritiene che la reiterazione denoti pericolosità, la recidiva può essere utilizzata per aggravare il trattamento sanzionatorio.
- Le circostanze attenuanti generiche, se non riscontrabili come richieste espressamente nei gradi di merito, difficilmente possono essere dedotte per la prima volta in Cassazione; è consigliabile che la difesa formuli espressa richiesta di attenuanti nei giudizi di merito.
- Per preservare un'assoluzione fondata sulla tenuità del fatto è necessario che il primo giudice fornisca una motivazione compiuta, articolata e non meramente assertiva; in difetto, l'appello può riformare la decisione.
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