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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11999/2024 del 22/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame contro il decreto di sequestro preventivo di due campi da padel realizzati a Cefalù in area sottoposta a vincolo paesaggistico e sismico e con destinazione d'uso "verde agricolo", in relazione all'ipotesi di illecito prevista dall'art. 44 d.P.R. 380/2001. Il ricorrente deduceva: (i) che la conversione da campi da tennis a campi da padel rientrerebbe in ristrutturazione edilizia leggera/SCIA e non in nuova costruzione; (ii) che aveva ottenuto un presunto nulla-osta paesaggistico e parere positivo dell'UTC, fondando legittimo affidamento; (iii) che l'utilizzatrice degli impianti, "Egger Sport s.r.l.", sarebbe riconducibile al terzo settore, richiamando l'art. 71 d.lgs. 117/2017; (iv) contestava la fondatezza del periculum in mora dedotto a fondamento del sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la realizzazione dei campi da padel costituisce intervento che, per le caratteristiche tecniche e l'impatto permanente sul suolo (basamento in calcestruzzo, barriere in vetro, ecc.), rientra nella nozione di "nuova costruzione" ai sensi dell'art. 3, lett. e), d.P.R. 380/2001 e quindi è soggetta a permesso di costruire. Ha ritenuto irrilevante la mera sostituzione di campi da tennis preesistenti e ha valorizzato la giurisprudenza amministrativa che considera tali opere incompatibili con destinazione agricola e rilevanti ai fini paesaggistici. Ha inoltre affermato che l'autorizzazione paesaggistica non può sanare abusi realizzati fuori dai casi tassativi (art. 167 d.lgs. 42/2004) e che il presunto nulla-osta paesaggistico invocato non risulta comprovato. Quanto alla dedotta applicabilità dell'art. 71 d.lgs. 117/2017, la Corte ha ritenuto che la norma non deroga all'obbligo di titolo edilizio per nuove costruzioni e che, in ogni caso, la società utilizzatrice non aveva la qualifica di ente del terzo settore al momento rilevante. Infine, ha confermato la legittimità del sequestro preventivo anche per opere ultimate ove l'opera determini un aumento del carico urbanistico; perciò il sequestro è stato ritenuto motivato. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento della somma ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia)

    art. 3 comma 1 lett. e), art. 10 comma 1 lett. c) e d), art. 22, art. 36, art. 37, art. 44

    I campi da padel, per il loro impatto permanente sul suolo e le opere annesse, rientrano nella nozione di "nuova costruzione" (art.3 lett. e) e richiedono il permesso di costruire; interventi di ristrutturazione leggera soggetti a SCIA sono distinti da quelli che richiedono permesso; il rilascio del permesso in sanatoria non estingue automaticamente tutti i profili di illecito, specie in materia sismica o paesaggistica.

  • D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

    art. 146, art. 167 commi 4 e 5

    L'intervento su aree vincolate richiede preventiva autorizzazione paesaggistica; le semplificazioni regolamentari non possono derogare la regola primaria dell'art.146; l'autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria oltre i limiti tassativi dell'art.167 commi 4-5.

  • D.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31

    L'elencazione degli interventi soggetti a procedure semplificate non include le attrezzature sportive come i campi da padel; pertanto non è applicabile la semplificazione paesaggistica ai casi in esame.

  • D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore)

    La norma riconosce una deroga 'di compatibilità' per le sedi e i locali degli enti del terzo settore ove non produttivi, ma non costituisce una deroga generalizzata alle regole dei titoli edilizi né autorizza nuove costruzioni senza permesso; il beneficio si applica solo agli enti che hanno effettivamente acquisito la qualifica.

  • Codice di procedura penale

    Il sindacato della Corte di legittimità sui provvedimenti cautelari reali è limitato alla violazione di legge e vizi gravi di motivazione (art.325); in caso di inammissibilità il ricorrente può essere condannato a sostenere le spese e a versare somme ai sensi dell'art.616.

Massime di principio

  • La realizzazione di un campo da padel, anche in sostituzione di un campo da tennis, è frequentemente qualificata come nuova costruzione e quindi richiede permesso di costruire: non è normalmente ricompresa nella ristrutturazione leggera soggetta a SCIA.
  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico la preventiva autorizzazione paesaggistica è requisito autonomo e inderogabile; le semplificazioni regolamentari non possono sottrarre opere a tale requisito quando l'impatto non è lieve.
  • Il rilascio postumo dell'autorizzazione paesaggistica o di un permesso in sanatoria non necessariamente estingue tutti i profili di illecito edilizio o antisismico: le sanatorie sono ammesse solo entro limiti tassativi e non sempre coprono le opere realizzate in violazione dei vincoli.
  • La qualifica di ente del terzo settore non comporta una deroga automatica all'obbligo dei titoli edilizi per nuove costruzioni; il beneficio dell'art.71 d.lgs.117/2017 si applica solo se l'ente ha effettivamente acquisito la qualifica e le attività sono non produttive e istituzionali.
  • Il sequestro preventivo può essere disposto anche per opere ultimate se dall'uso o dalla permanenza dell'opera deriva un aumento del carico urbanistico o un pregiudizio concreto al territorio; il giudice deve motivare tali conseguenze.
  • Prima di eseguire interventi rilevanti (es. campi da padel) è cruciale ottenere tutti i titoli preventivi (permesso di costruire, autorizzazione paesaggistica e sismica ove richiesto) e verificare la compatibilità con la destinazione d'uso del suolo.

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