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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22848/2024 del 06/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della pena nei confronti di Marjus Derjaj. Ha emendato direttamente il dispositivo rideterminando la pena in anni due di reclusione (in luogo di uno) e confermando l'ammontare della multa in euro 1400. Le restanti statuizioni della sentenza di appello sono rimaste inalterate.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava un errore materiale e una contraddittorietà tra dispositivo e motivazione della sentenza di appello: nel dispositivo la pena veniva indicata in anni uno di reclusione e euro 1400 di multa, mentre dal calcolo esposto nella motivazione risultava una pena complessiva di anni due di reclusione e euro 1400 di multa. Il Procuratore generale ha chiesto la correzione dell'errore materiale sostituendo "uno" con "due" anni di reclusione. La Corte di cassazione ha ritenuto che la motivazione conteneva un calcolo inequivocabile che giustificava la deroga al principio secondo cui prevale il dispositivo, e ha ammesso la correzione diretta ai sensi dell'art. 620 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Norma sostanziale che disciplina il reato per cui Marjus è stato ritenuto responsabile; la Corte territoriale l'ha applicata nella condanna.

  • art. 620 c.p.p.

    Consente alla Corte di legittimità di emendare direttamente errori materiali del dispositivo della sentenza quando la correzione non richiede valutazioni discrezionali e risulta univocamente desumibile dagli atti.

  • Giurisprudenza della Cassazione (richiamata nella sentenza)

    Sez. 3, n. 3969 del 25/09/2018; Sez. 6, n. 24157 del 01/03/2018; Sez. 6, n. 48846 del 17/11/2022

    Principi interpretativi secondo cui, in presenza di contrasto tra dispositivo e motivazione, normalmente prevale il dispositivo, ma la motivazione conserva funzione esplicativa e, quando il calcolo o la spiegazione risultano inequivocabili, è possibile derogare a tale principio per correggere errori materiali.

Massime di principio

  • In caso di contraddizione tra dispositivo e motivazione verificare se la motivazione contiene un calcolo o una spiegazione inequivocabile: solo in questo caso la motivazione può giustificare la correzione del dispositivo.
  • La Corte di cassazione può emendare direttamente un errore materiale del dispositivo ai sensi dell'art. 620 c.p.p. quando la correzione non richiede valutazioni discrezionali e risulta univocamente desumibile dagli atti.
  • Gli errori di computo della pena (ad es. somma delle pene o applicazione di continuazione) devono essere evidenziati nell'impugnazione: il Procuratore può proporre ricorso per cassazione chiedendo la rettifica materiale se il calcolo della motivazione mostra chiaramente l'errore.
  • La regola generale che prevale il dispositivo sulla motivazione non è assoluta: può essere derogata in presenza di un errore materiale comprovato dalla stessa motivazione.
  • Nella redazione delle sentenze è fondamentale la coerenza tra motivazione e dispositivo; se il giudice territoriale segnala un errore materiale nel dispositivo ciò favorisce l'intervento correttivo della Corte di legittimità.

Testo integrale

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