Cassazione Penale, Sentenza n. 23846/2022 del 21/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Chieti del 02/09/2021 che aveva dichiarato inammissibile il riesame proposto da Chen rispetto al decreto di sequestro preventivo di 1360 dispositivi FFP2 (mascherine, marca KN995 mod. OR - 008 bianca) per il reato di immissione sul mercato di DPI non conformi (art. 14, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 475/1992). La ricorrente ha articolato quattro motivi: (1) vizio per mancata ammissione dell'avvocato come rappresentante della società (contestazione sulla legittimazione a proporre il riesame); (2) carenza di motivazione sulle modalità di conservazione e identificazione dei campioni (catena di custodia); (3) contestazione dell'accreditamento e dell'affidabilità del laboratorio che ha effettuato le analisi, nonché della validità formale delle notifiche/rapporti di prova; (4) insufficienza probatoria del singolo campione per affermare il fumus commissi delicti e difetto di motivazione sul periculum in mora, con richiamo a certificazioni precedenti rilasciate dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione/interesse della ricorrente: il riesame era stato proposto da Chen in proprio e non dalla società di cui era legale rappresentante, né risultava procura speciale idonea a farla agire in nome della società; pertanto mancava l'interesse concreto e attuale necessario (interesse alla restituzione del bene). La Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata secondo cui l'indagato non proprietario del bene è legittimato al riesame solo se vantante un interesse concreto alla restituzione. Per effetto dell'inammissibilità la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare alla cassa delle ammende la somma di euro 3.000, per profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
Costituzione della Repubblica Italiana
Richiamata dalla ricorrente nei motivi relativi a garanzie di difesa; la Corte non è entrata nel merito delle violazioni costituzionali per avere dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di legittimazione.
artt. 96, 125, 321, 324, 325, 606 comma 1 lett. c)
Norme processuali richiamate nelle doglianze sulla motivazione e sulle garanzie difensive; art. 606 disciplina i motivi di ricorso per cassazione (qui richiamato come parametro di deduzione dei vizi), mentre artt. 321 e ss. attengono ai presupposti per le misure cautelari (fumus, periculum) che non sono stati esaminati nel merito causa l'inammissibilità.
art. 14, comma 1, lett. c)
Norma sostanziale che punisce l'immissione sul mercato di dispositivi di protezione individuale non conformi; fondamento del sequestro preventivo dei dispositivi in contestazione.
Richiamato dalla ricorrente in relazione alla disciplina della commercializzazione dei prodotti; la questione non è stata esaminata nel merito per l'inammissibilità processuale.
Regolamento UE n. 425/2016
Richiamato dalla ricorrente in relazione a requisiti e procedure di valutazione dei DPI; la Corte non ha approfondito la questione tecnica per difetto di legittimazione a proporre il riesame.
Regolamento UE 765/CE/2008
Evocato in relazione all'accreditamento dei laboratori (marchio 'Accredia'); la ricorrente ha contestato l'assenza del marchio, ma la Corte non ha deciso sul punto per inammissibilità del ricorso.
Codice di procedura penale - disposizioni di attuazione
Richiamato nei motivi relativi alla prova e alle notifiche; la Corte non ha pronunciato sulla fondatezza di tali doglianze a causa della dichiarata inammissibilità.
Massime di principio
- Un indagato che non è proprietario del bene sequestrato o che non agisce formalmente in nome della società proprietaria manca, di norma, della legittimazione/ interesse necessario a proporre il riesame: il gravame deve essere proposto dal titolare del bene o da chi dimostra un interesse concreto e attuale (es. legale rappresentante con procura valida o atto che dimostri la titolarità).
- Se si agisce in rappresentanza di una società, è essenziale essere muniti di procura speciale o di documentazione che provi il potere di rappresentanza; l'assenza di tale documentazione può determinare l'inammissibilità dell'impugnazione per difetto di interesse.
- Le questioni tecniche (catena di custodia dei campioni, accreditamento del laboratorio, validità dei referti) devono essere dedotte e documentate tempestivamente e con atti idonei: tuttavia, se manca la legittimazione processuale, il giudice può non entrare nel merito di tali eccezioni.
- La contestazione di un singolo campione come non rappresentativo dell'intera partita può essere una valida linea di difesa, ma la relativa valutazione sostanziale richiede che il ricorso sia ammissibile; inoltre occorre dimostrare concretamente la non corrispondenza tra campione e merce sequestrata o vizi nella conservazione/identificazione.
- Proporre ricorsi processuali privi di attenzione ai requisiti formali o alla legittimazione può comportare non solo la loro inammissibilità ma anche condanne alle spese e, se ravvisata colpa, sanzioni pecuniarie (es. versamento alla cassa delle ammende).
- Quando si intende impugnare il risultato di analisi tecniche, è importante: (a) verificare e documentare l'accreditamento del laboratorio; (b) contestare la catena di custodia e le modalità di conservazione dei campioni; (c) provare eventuali notifiche insufficienti o vizi formali, producendo elementi probatori chiari.
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