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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23810/2022 del 21/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per omicidio colposo sostenendo: (1) la mancanza del nesso causale tra la sua condotta (sorpasso con invasione di corsia e velocità elevata in scarsa visibilità) e la morte della vittima, poiché, a suo dire, la morte sarebbe conseguita al primo urto e non al successivo impatto con il veicolo del PALMENTE; (2) vizio di motivazione e sproporzione nella dosimetria della pena, con contestata esclusione delle attenuanti e ritenuta eccessiva la pena inflitta nonostante comportamento collaborativo e risarcimento del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi perché: la difesa non ha messo in discussione gli elementi di colpa ma solo il nesso causale, affidandosi ad un assunto indimostrato (che la vittima fosse già deceduta al primo impatto); la ricostruzione di merito già dimostrava che il sorpasso del PALMENTE, effettuato in condizioni di scarsa visibilità e a velocità quasi doppia del consentito, aveva concretamente concorso all'evento mortale e concretizzato i rischi che le norme sulla circolazione intendono prevenire; le doglianze sulla pena erano generiche e non hanno confutato il percorso motivazionale dei giudici di merito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616, codice di procedura penale

    art. 616, cod. proc. pen.

    Norma applicata per la declaratoria di inammissibilità del ricorso e per la condanna alle spese e alla somma a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità non colposa.

  • art. 148, codice della strada

    Richiamato quale normativa che disciplina le regole del sorpasso; la Corte ha ritenuto che la violazione di tali regole (sorpasso in scarsa visibilità, invasione della corsia opposta) concretizzi specifici rischi che, se verificatisi, possono integrare il nesso causale con l'evento omicidio colposo.

  • art. 62-bis, codice penale

    È richiamato in relazione al diniego delle attenuanti generiche: la Corte di merito ha motivato il rigetto sulla base del grado di colpa e della personalità negativa dell'imputato, motivo sul quale la Cassazione ha ritenuto le doglianze generiche e non idonee a rimettere in discussione la valutazione.

Massime di principio

  • La violazione di norme della circolazione stradale non presume automaticamente il nesso causale: occorre dimostrare che la condotta abbia concretizzato il rischio che la norma intendeva evitare.
  • Nel giudizio di causalità per omicidio colposo stradale si applica il principio di equivalenza delle cause quando la condotta dell'agente abbia posto una condizione rilevante per la produzione dell'evento; la condotta eccessiva (soprattutto sorpassi in scarsa visibilità e alta velocità) che riduce la capacità di controllo del veicolo e rende probabile l'impatto è rilevante ai fini del nesso causale.
  • Le eccezioni sul giudizio controfattuale (es. che la vittima sarebbe già deceduta) gravano sulla parte che le allega: devono essere provate e confrontate con la ricostruzione fattuale effettuata dai giudici di merito.
  • Nelle impugnazioni in Cassazione, i motivi generici o non confrontati con la motivazione dei giudici di merito sono destinati all'inammissibilità; è necessario un concreto e specifico censurare il percorso argomentativo.
  • Quanto alla dosimetria della pena, il giudizio di legittimità richiede un'esposizione critica e circostanziata delle ragioni per cui la pena sarebbe manifestamente erronea; la mera prospettazione di comportamento collaborativo o risarcimento non è di per sé sufficiente a rimettere in discussione la valutazione del grado di colpa e delle attenuanti.

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