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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26987/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore aveva chiesto la revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena (art. 168, primo comma, n. 1, cod. pen.) concesso a Owubu Best per reati commessi nel 2017, perché nel marzo 2018 lo stesso aveva commesso il reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti (art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309). Il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza ritenendo che il nuovo reato non fosse "della stessa indole" di quelli per i quali era stata sospesa la pena, e quindi non integrasse la causa di revoca. Il Procuratore ricorre denunciando l'errata applicazione dell'art. 168, sostenendo che il requisito della "medesima indole" opera solo per le contravvenzioni e non per i delitti, sicché la commissione di un ulteriore delitto comporta sempre la revoca del beneficio.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendo che il giudice dell'esecuzione abbia applicato erroneamente la legge. È richiamato il principio consolidato secondo cui l'identità di indole rileva solo con riferimento alle contravvenzioni; nel caso di delitto la revoca della sospensione condizionale opera comunque, indipendentemente dalla natura del nuovo delitto. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al giudice dell'esecuzione per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen.

    "delitto ovvero contravvenzione della stessa indole"

    La Corte interpreta la locuzione nel senso che la limitazione della "stessa indole" vale solo per le contravvenzioni; per i delitti la commissione di un nuovo delitto determina sempre la revoca del beneficio, qualunque sia la sua natura

  • artt. 335, 582 e 585 cod. pen.

    Indicano i reati (resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate) per i quali era stata originariamente inflitta la pena sospesa; utilizzati per descrivere il quadro fattuale e la sentenza originaria

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che configura il reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, fatto commesso dopo la sentenza definitiva e posto a fondamento della richiesta di revoca

Massime di principio

  • La causa automatica di revoca prevista dall'art. 168, primo comma, n. 1, cod. pen. si applica sempre quando il condannato commette un delitto nel periodo rilevante: non è richiesto che il nuovo delitto sia "della stessa indole" di quello originario.
  • La limitazione della "medesima indole" prevista dal testo normativo riguarda esclusivamente le contravvenzioni; per le contravvenzioni occorre verificare l'identità di indole per valutare la revoca.
  • Nel giudizio sull'eventuale revoca della sospensione condizionale è essenziale distinguere se il nuovo illecito sia delitto o contravvenzione: la qualificazione giuridica del nuovo fatto determina la diversa portata della causa di revoca.
  • Se il giudice dell'esecuzione applica in modo erroneo la regola dell'"indole" estendendola ai delitti, il Procuratore può proporre ricorso ex art. 168 e ottenere l'annullamento e il rinvio per un nuovo giudizio.
  • In ipotesi simili, la difesa dovrebbe contestare la natura del fatto nuovo (delitto vs contravvenzione) e, se possibile, proporre elementi che escludano la configurabilità del reato come delitto per evitare la revoca automatica.

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