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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18137/2023 del 26/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce da una lite tra la proprietaria di alcuni immobili e la società che gestiva l'impianto funiviario e che utilizzava un tracciato di passaggio pedonale e carrabile, un parcheggio e opere di protezione paramassi. La società proprietaria agiva per accertare la propria proprietà su alcuni mappali, per impedire alla controparte di percorrere o utilizzare i fondi e per ottenere il pagamento di canoni/indennità di occupazione e dei costi delle barriere paramassi. La società resistente riconduceva invece l'uso del passaggio a una servitù volontaria già costituita con atto notarile del 1991 e poi, secondo la Corte d'appello, modificata in fatto mediante una complessa operazione negoziale documentata da atti successivi e da comportamenti concludenti. In cassazione la ricorrente deduceva: 1) violazione dell'art. 1350, comma 1, n. 4 c.c. e vizi processuali, sostenendo che la servitù non poteva considerarsi validamente modificata senza un atto scritto che trasferisse il tracciato originario; 2) conseguente erroneo assorbimento dei motivi di appello relativi all'inesistenza del titolo e alla prescrizione della servitù; 3) erroneo diniego di una compensazione economica per l'uso del diverso tracciato di servitù; 4) erroneo rigetto della domanda risarcitoria per l'occupazione senza titolo dell'area adibita a parcheggio; 5) erroneo rigetto dell'indennizzo ex art. 2041 c.c. per le barriere paramassi, che avrebbero avvantaggiato anche la controparte.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che la modifica del tracciato di una servitù di passaggio costituita per contratto richieda la forma scritta ai sensi dell'art. 1350, n. 4, c.c. e che, se il requisito è soddisfatto mediante più documenti, il giudice debba accertare un collegamento inscindibile tra essi tale da rendere inequivoca la formazione dell'accordo scritto. Ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione a tale motivo e rinviato alla Corte d'appello di Torino in diversa composizione, affinché riesamini i motivi di appello rimasti assorbiti e si uniformi al principio di diritto enunciato. Il secondo e il terzo motivo sono stati dichiarati assorbiti; il quarto è stato dichiarato inammissibile perché non colpiva tutte le rationes decidendi della sentenza impugnata sul danno da occupazione del parcheggio; il quinto è stato rigettato perché la Corte d'appello aveva correttamente escluso l'arricchimento senza causa, essendo l'esborso per le reti paramassi giustificato dall'obbligo di sicurezza derivante dall'edificazione in zona a rischio frane.

Norme richiamate

  • art. 1350, comma 1, n. 4 c.c.

    la forma scritta per la costituzione e modificazione delle servitù volontarie

    la modifica del tracciato di una servitù di passaggio costituita per contratto deve risultare per iscritto; il requisito può essere soddisfatto anche da più documenti, ma solo se il loro collegamento inscindibile sia accertato in modo inequivoco

  • art. 1321 c.c.

    richiamato dalla ricorrente per sostenere che i documenti valorizzati dalla Corte d'appello non integravano un accordo contrattuale valido; la Corte di cassazione non sviluppa però un'autonoma ratio su questa norma

  • art. 2041 c.c.

    l'azione generale di arricchimento richiede un arricchimento e un correlativo depauperamento causati da un unico fatto e privi entrambi di causa giustificativa; se la spesa è dovuta per un obbligo proprio dell'attore, manca il presupposto dell'ingiustizia dell'arricchimento

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    la Corte considera correttamente sussumibile il primo motivo nel vizio di violazione di legge, pur a fronte di una rubrica imprecisa

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato quanto al rito camerale di trattazione del ricorso

  • art. 384, comma 1, c.p.c.

    la Corte enuncia il principio di diritto al quale il giudice di rinvio dovrà attenersi

  • art. 385, comma 3, c.p.c.

    il giudice di rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione

  • artt. 112, 113, 115 e 116 c.p.c.

    richiamati nei motivi come parametri di censura, ma senza autonoma decisività nella soluzione del ricorso

  • Cass. sez. un. 8-11-2021 n. 32415

    la qualificazione del motivo non richiede l'esatta indicazione numerica, purché la censura sia chiaramente individuabile

  • Cass. sez. un. 24-7-2013 n. 17931

    richiamata per il medesimo principio sulla qualificazione dei motivi di ricorso

  • Cass. sez. 2, 7-6-2018 n. 14821

    la forma scritta è necessaria anche per i contratti che modificano le servitù prediali, inclusi quelli che trasferiscono il luogo di esercizio

  • Cass. sez. 2, 26-2-2001 n. 2754

    medesimo principio sulla necessità della forma scritta per la modifica della servitù

  • Cass. sez. 2, 14-3-1991 n. 2697

    medesimo principio sulla necessità della forma scritta per la modifica della servitù

  • Cass. sez. 1, 24-3-2016 n. 5919

    il requisito della forma scritta può essere soddisfatto da documenti distinti se tra essi esiste un collegamento inscindibile idoneo a manifestare inequivocamente l'accordo

  • Cass. sez. 2, 13-2-2007 n. 3088

    medesimo principio sul collegamento inscindibile tra documenti

  • Cass. sez. 1, 14-8-2020 n. 17182

    il ricorso è inammissibile se non censura tutte le rationes decidendi della sentenza impugnata

  • Cass. sez. 3, 18-4-2019 n. 10815

    medesimo principio sull'onere di colpire tutte le rationes decidendi

  • Cass. sez. 3, 21-6-2018 n. 16305

    l'arricchimento senza causa presuppone un unico fatto costitutivo e l'assenza di causa giustificativa sia dell'arricchimento sia del depauperamento

  • Cass. sez. 1, 4-9-2013 n. 20226

    il risparmio di spesa può integrare arricchimento, ma solo se ingiustificato

Massime di principio

  • La modifica del tracciato di una servitù di passaggio costituita per contratto soggiace alla forma scritta richiesta per la costituzione e modificazione delle servitù prediali; non è sufficiente un mero assetto fattuale o un accordo verbale ratificato per concludere validamente la modifica.
  • Il requisito della forma scritta può essere rispettato anche tramite una pluralità di documenti, ma solo se il giudice accerta un collegamento inscindibile tra essi tale da rendere inequivoca la volontà negoziale delle parti di modificare la servitù.
  • In sede di ricorso per cassazione, la censura è ammissibile se dalla sostanza delle argomentazioni è chiaramente individuabile il vizio denunciato, anche quando la rubrica riporti un richiamo normativo non perfettamente esatto.
  • È inammissibile il motivo di ricorso che non attacca tutte le autonome rationes decidendi poste a base della decisione impugnata, poiché il venir meno anche di una sola ratio non è sufficiente a travolgere la statuizione.
  • L'azione generale di arricchimento richiede che l'arricchimento del convenuto e il depauperamento dell'attore derivino da un unico fatto e siano entrambi privi di causa giustificativa; se la spesa sostenuta dall'attore è imposta da un proprio obbligo o da una giustificazione autonoma, manca il presupposto dell'ingiustizia dell'arricchimento.

Come è indicizzato

MaterieServitùImpugnazioniArricchimento senza causa
RamiDiritti realiProcesso civileContrattiObbligazioni
IstitutiOnere della provaNullitàArricchimento senza causa

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