Cassazione Penale, Sentenza n. 36177/2024 del 27/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della condanna per appropriazione indebita a seguito di: 1) censura per mancata acquisizione in appello di un documento autografo di Caruso del 12/02/2014 e di una consulenza grafologica, nonché per mancato espletamento di perizia richiesta dalla difesa; 2) dedotta inesistenza del dolo per effetto della pretesa compensazione con crediti professionali vantati dall'imputato; 3) eccezione di tardività della querela e di prescrizione, con contestazione della corretta individuazione della data di consumazione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto legittima la valutazione dei giudici di merito circa l'inutilità e l'indisponibilità probatoria del documento non prodotto in primo grado e tardivamente richiesto in appello, ha escluso l'efficacia ai fini penali di una compensazione per crediti incerti e illiquidi e ha confermato che la consumazione dell'appropriazione indebita si è perfezionata con la lettera di rifiuto della restituzione del 15/07/2016. Di conseguenza il giudizio di merito resta confermato; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle parti civili nel grado di legittimità.
Norme richiamate
art. 23, comma 8 D.L. n. 137/2020
Autorizza la trattazione con contraddittorio cartolare in Cassazione in casi previsti, richiamato per giustificare la modalità di trattazione del ricorso.
art. 603 cod.proc.pen. (comma 1 e comma 3)
Regola la rinnovazione istruttoria in appello; la Corte ha ritenuto tardiva la richiesta di acquisizione del documento perché non inserita nei motivi di appello nei termini previsti.
art. 585 cod.proc.pen. (comma 4)
Fissa il termine per i motivi aggiunti in appello; utilizzato per giustificare la tardività della richiesta istruttoria avanzata in udienza.
Norma sulla produzione dei documenti e sulla loro valutazione; richiamata implicitamente nel giudizio sulla disponibilità e genuinità del documento difensivo non prodotto in primo grado.
Principi generali sul dolo e sulla responsabilità penale; richiamati nella discussione circa l'elemento soggettivo del reato e la necessitaà del fine di procurare ingiusto profitto.
Disciplinante il reato di appropriazione indebita; applicato per valutare momento consumativo, elemento materiale e soggettivo del reato.
Norme citate in relazione agli effetti della pena e alla prescrizione; utilizzate dalla difesa per sostenere la pretesa estinzione del reato per prescrizione e per questioni afferenti all'elemento soggettivo.
Norma sul rito e sulle comunicazioni processuali richiamata dalla difesa (contestazione relativa a notifiche e decorrenze temporali), considerata nei rilievi sulla tempestività della querela.
Previsione applicata dalla Corte per statuire sulle spese e sulle conseguenze dell'inammissibilità del ricorso, compresa la condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Richieste istruttorie in appello (rinnovazione di prova) devono essere tempestive e indicate nei motivi di appello nei termini previsti; presentarle tardivamente in udienza può determinarne il rigetto.
- Se un documento era in disponibilità della difesa e non prodotto nel primo grado, i giudici possono dubitare della sua genuinità e non ritenerlo indispensabile, senza che ciò configuri violazione del diritto di difesa.
- La pretesa di compensazione con crediti professionali non esclude il dolo dell'appropriazione se i crediti sono incerti, illiquidi o non esigibili; la certezza e liquidità del credito sono condizioni richieste per invocare la compensazione in sede penale.
- L'appropriazione indebita è reato istantaneo: la consumazione si verifica quando emerge l'animus domini dell'agente, che può risultare da atti come un rifiuto formale della restituzione; la conoscenza della vittima sulla condotta è rilevante per i termini di querela e prescrizione.
- In caso di dubbi sulla data di consumazione, i giudici valutano le circostanze fattuali (comunicazioni, comportamenti delle parti, corrispondenza) per individuare l'interversio possessionis; una dichiarazione di mantenimento dell'uso concordato può smentire una retrodatazione della consumazione.
- La Cassazione può dichiarare inammissibile un ricorso per manifesta infondatezza e condannare il ricorrente alle spese e ad oneri verso la Cassa delle Ammende; l'assenza del contraddittorio sulla eventuale intervenuta prescrizione in epoca successiva all'appello impedisce la sua valutazione in sede di legittimità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 set 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 36105/2024 del 27/09/2024
- Sentenza penale · 27 set 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 36106/2024 del 27/09/2024
- Sentenza penale · 27 set 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 36107/2024 del 27/09/2024
- Sentenza penale · 27 set 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 36108/2024 del 27/09/2024
- Sentenza penale · 27 set 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 36109/2024 del 27/09/2024
- Sentenza penale · 27 set 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 36111/2024 del 27/09/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →