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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08735/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato per una violazione della disciplina sugli stupefacenti. Ha dedotto, con un primo motivo, violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto. Con un secondo motivo ha censurato la motivazione sul quantum della pena applicato a titolo di continuazione con fatti già giudicati con precedente sentenza del Tribunale di Torino, contestando in sostanza l'entità dell'aumento ex art. 81 c.p. La Suprema Corte rileva che entrambe le censure investono apprezzamenti di merito non sindacabili in sede di legittimità, in presenza di motivazione congrua e immune da vizi logico-giuridici.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto insindacabile la valutazione della Corte territoriale sul diniego della particolare tenuità del fatto, poiché sorretta da motivazione adeguata: pluralità rilevante di cessioni di droga a una serie indeterminata di soggetti, modalità della condotta e richiamo dell'abitualità nel reato desunta da precedenti condanne. Ha inoltre reputato non censurabile in sede di legittimità la determinazione dell'aumento di pena applicato per la continuazione, ritenendolo comunque inferiore a quello già applicato per altri fatti analoghi. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    È la disposizione incriminatrice posta a base della condanna per cessione/detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere negata dal giudice di merito sulla base della pluralità delle condotte, delle modalità dell'azione e dell'abitualità nel reato; tale valutazione è insindacabile in cassazione se congruamente motivata.

  • art. 81 c.p.

    Disciplina la continuazione e il relativo aumento di pena; la quantificazione dell'aumento rientra nel giudizio di merito ed è insindacabile in cassazione se motivata.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. è rimesso a una valutazione complessiva del giudice di merito, che può legittimamente escluderlo quando la condotta presenti un numero elevato di episodi, una struttura non episodica e indici di abitualità nel reato.
  • In sede di legittimità non è possibile sollecitare una nuova valutazione del merito sulla offensività concreta del fatto o sulla proporzione della pena, se la sentenza impugnata contiene una motivazione congrua e non illogica.
  • La presenza della continuazione tra più fatti non impedisce di per sé l'applicazione dell'art. 131-bis c.p.; tuttavia, la complessiva serialità della condotta può rendere incompatibile il fatto con la minima offensività richiesta dalla causa di non punibilità.
  • La determinazione dell'aumento di pena per la continuazione appartiene al giudice di merito e non è censurabile in cassazione quando risulti adeguatamente motivata e proporzionata rispetto al numero e alla gravità dei fatti unificati.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilitàPena e commisurazione
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fattoContinuazione

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