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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7302/2024 del 19/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la carenza e l'apparenza della motivazione del Tribunale del riesame in ordine al "periculum in mora" necessario per disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Si contestava che il Tribunale aveva inferito il pericolo di dispersione del profitto del reato unicamente dalle modalità fraudolente della condotta e dall'organizzazione del gruppo, senza considerare la proporzionalità della misura rispetto alla consistenza patrimoniale dell'indagato e senza valutare che il profitto contestato (circa € 33.006,00) era esiguo rispetto agli incassi della farmacia di cui Fazio è titolare. Inoltre si lamentava la mancata confutazione delle specifiche censure difensive circa il rischio di incapienza del patrimonio e la mancanza di risposta alle deduzioni depositate.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo. Ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Cosenza per nuovo esame, perché il giudice del riesame non ha fornito una motivazione concreta e sufficiente in ordine al periculum in mora, ha fatto ricorso a ragionamenti apodittici e ha omesso di confrontarsi con la deduzione difensiva sulla proporzione tra profitto confiscabile e consistenza patrimoniale dell'indagato. La Corte ha richiamato i principi stabiliti dalle Sezioni Unite (sentenza Ellade) e la giurisprudenza successiva, indicando che il pericolo di dispersione deve essere dimostrato con riferimenti oggettivi o soggettivi concreti e che, quando l'oggetto del sequestro è una somma di denaro, la solidità patrimoniale del destinatario va considerata nel giudizio sul periculum.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; secondo la Corte la motivazione deve contenere anche le ragioni del periculum in mora quando si anticipa l'effetto ablativo rispetto al giudizio di merito.

  • art. 240, cod. pen.

    Norma sulla confisca del profitto del reato; il sequestro preventivo finalizzato a questa confisca richiede motivazione adeguata del periculum in mora.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione per violazione di legge; la Corte ricorda che la mancanza o l'apparenza della motivazione delle misure cautelari reali rientra nelle ipotesi rilevabili in cassazione.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la competenza del giudice cui rinviare il nuovo esame dopo annullamento dell'ordinanza; disciplina la competenza per il riesame dopo pronuncia di cassazione.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede motivazione specifica sul "periculum in mora": non è sufficiente richiamare in termini generici la gravità del fatto o l'organizzazione della condotta.
  • Il pericolo di dispersione deve essere dimostrato con elementi concreti e riferiti alla persona sottoposta al vincolo: possono essere considerati sia elementi oggettivi (natura, composizione e consistenza del patrimonio attinto) sia elementi soggettivi (comportamenti che facciano temere atti dispositivi).
  • Quando l'oggetto del sequestro è una somma di denaro, il giudice deve valutare la solidità patrimoniale del destinatario; un patrimonio ampiamente superiore al profitto contestato riduce il rischio di dispersione e richiede motivazione più stringente.
  • Non è ammesso un automatismo che desuma il periculum in mora dalla mera sistematicità o dalla modalità fraudolenta della condotta o dalle azioni di altri coindagati: il giudice deve rispondere puntualmente alle deduzioni difensive e motivare perché esse non escludono il pericolo concreto di inefficacia della confisca.
  • In caso di mancata o apparente motivazione sul punto, la decisione di riesame può essere annullata in Cassazione con rinvio per nuovo esame.

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