Cassazione Penale, Sentenza n. 68/2022 del 05/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva parzialmente accolto il ricorso di Ferrara avverso l'ordinanza del GIP del 14/06/2021. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione: (a) capo 6 - contestato esercizio abusivo del credito - si tratterebbe di rapporti commerciali o prestiti a conoscenti per somme modeste, non rientranti nell'art. 512-bis; (b) capi 3,4,5 - trasferimento fraudolento di valori - si contestava l'assenza di un capitale certo riconducibile a Ferrara, soprattutto dopo l'annullamento dei capi 1 e 2, con critica all'analisi patrimoniale della presunta intestataria fittizia Tarulli; (c) contestazione delle esigenze cautelari per occasionalità delle condotte e assenza di pericolo di recidiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile per genericità dei motivi. Ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la motivazione del Tribunale di riesame rispetto ai gravi indizi per i reati contestati (art. 512-bis e art. 132 d.lgs. 385/93), richiamando il limite del controllo di legittimità sulla valutazione probatoria e precisando che le doglianze della difesa costituivano una mera lettura alternativa delle prove. Sono stati richiamati elementi probatori ritenuti significativi: intercettazioni ambientali e annotazioni in un'agenda attestanti erogazioni di prestiti a privati, ricostruzione dei flussi finanziari, sproporzione tra impieghi e redditi (anche acquisto di autovettura di pregio), e la ricostruzione della riconducibilità di attività a Ferrara tramite familiari per sottrarle a possibili misure di prevenzione. Anche l'esigenza cautelare è stata ritenuta motivata in relazione al rischio di reiterazione in ambiente favorevole. Per l'inammissibilità il ricorrente è condannato alle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen. (associazione di tipo mafioso, aggravante)
Richiamata nel contesto dell'ordinanza genetica e della pericolosità dell'indagato; la valutazione dell'aggravante è rimasta parte del quadro valutato dal giudice di merito anche se alcune parti dell'ordinanza originaria sono state annullate dal riesame
art. 61 n.2 cod. pen. (aggravanti)
L'aggravante era stata inizialmente contestata nel provvedimento di custodia; il riesame ha annullato l'ordinanza rispetto a tale aggravante per i capi 1 e 2, ma la Corte ha valutato complessivamente la pericolosità derivante dai profitti illeciti
art. 512-bis cod. pen. (esercizio abusivo del credito)
Il Tribunale del riesame ha ritenuto sussistenti gravi indizi sulla base di intercettazioni, annotazioni e ricostruzione dei flussi finanziari; la Cassazione ha confermato che tale valutazione non è sindacabile in sede di legittimità se non per violazione di legge o mancanza/manifesta illogicità della motivazione
art. 132 d.lgs. n.385/1993 (erogazione illecita di finanziamenti/disciplinare del credito)
Il giudice di merito ha ritenuto indicati elementi indiziari in ordine all'erogazione illecita di finanziamenti e alla sproporzione tra impieghi e redditi; la Cassazione ha ritenuto congrua la motivazione che collega gli investimenti e gli acquisti ai flussi riconducibili all'attività contestata
art. 273 cod. proc. pen. (gravi indizi di colpevolezza)
La Corte ha richiamato il principio secondo cui in Cassazione l'assenza dei gravi indizi è rilevabile solo se emerge violazione di norme o mancanza/manifesta illogicità della motivazione del giudice di merito
art. 616 cod. proc. pen. (conseguenze dell'inammissibilità del ricorso)
Applicata la sanzione prevista per l'inammissibilità: condanna alle spese processuali e obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle Ammende (Euro 3.000,00)
Giurisprudenza: Cass. Sez. Un. sent. n. 11 del 22/03/2000
Richiamata per i limiti del sindacato di legittimità sulle misure cautelari personali: la Corte di Cassazione deve verificare solo la congruità e la non manifestata illogicità della motivazione del giudice di merito, non rivalutare i fatti
Massime di principio
- In materia di misure cautelari personali, la Corte di Cassazione esercita un sindacato limitato: può rilevare l'insussistenza dei gravi indizi solo se vi è violazione di legge o mancanza/manifesta illogicità della motivazione; non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove.
- Le censure che offrono una lettura alternativa o frammentaria delle risultanze investigative sono generalmente inammissibili in Cassazione se non evidenziano specifici vizi logici o normativi nella motivazione del giudice di merito.
- Per reati economico-finanziari, elementi come intercettazioni, annotazioni private (agende), ricostruzione dei flussi finanziari e sproporzione tra impieghi e redditi possono costituire gravi indizi idonei a giustificare misure cautelari.
- L'utilizzo di soggetti terzi o familiari per intestare attività o beni può essere ritenuto indizio di fittizia intestazione finalizzata a sottrarre patrimonio a misure di prevenzione o confisca, se la motivazione del giudice mette in relazione tale comportamento con la pericolosità dell'indagato.
- La valutazione delle esigenze cautelari (es. rischio di reiterazione) può considerare la condizione ambientale e le possibilità concrete di reperimento di vittime/debitori o di gestione di attività illecite tramite terzi; per contrastare tale valutazione difensivamente è necessario fornire elementi concreti e specifici.
- L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta conseguenze economiche (spese e sanzione alla Cassa delle Ammende); pertanto, i motivi devono essere formulati con precisione e fondamento giuridico per evitare sanzioni.
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