Cassazione Penale, Sentenza n. 36/2022 del 05/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza di appello che aveva ritenuto sussistente il reato di truffa (art. 640 c.p.) pur nel contrasto con la qualificazione di primo grado (appropriazione indebita). I motivi dedotti contestavano: (1) contraddittorietà della motivazione sulla sussistenza degli artifici e raggiri (differenza tra fatti come strumenti per indurre la società alla erogazione di somme e come post factum contabili); (2) rifiuto di acquisire consulenze tecniche d'ufficio e mancata valutazione dell'autenticità delle firme attribuite a GARUSI (elemento centrale della falsificazione contestata); (3) insufficiente esame dell'elemento soggettivo e della tesi difensiva secondo cui la ricorrente avrebbe eseguito ordini di GARUSI; (4) decorrenza della prescrizione per le movimentazioni riferite agli anni 2011-2013, con computo dei termini tenendo conto della sospensione di 56 giorni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei termini non manifestamente infondati e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio agli effetti penali perché il reato è estinto per prescrizione. In particolare ha ritenuto conclusa la condotta illecita il 01/04/2013 (compenso ultimo assegno), e, computando i 56 giorni di sospensione, ha ritenuto maturata la prescrizione (termine completato al 26/11/2020). La sentenza è stata altresì annullata agli effetti civili e rinviata per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado d'appello; la Corte ha rimesso al giudice civile anche la liquidazione delle spese relative al presente giudizio.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen. (comma 1, lett. b), d), e))
I motivi devoluti in cassazione sono stati valutati secondo i parametri di ammissibilità e di merito non manifestamente infondati previsti dall'art. 606 c.p.p.; la Corte ha ritenuto non manifestamente infondati alcuni profili di vizio motivazionale e di valutazione probatoria, giustificando l'esame del ricorso e il conseguente esito favorevole alla ricorrente.
art. 495 cod. proc. pen. (comma 2)
La questione circa l'acquisizione di consulenze tecniche prodotte in altra controversia è stata esaminata sotto il profilo della rilevanza probatoria; la Corte ha ritenuto che il diniego operato dai giudici del merito alla loro acquisizione potesse essere problematico posto che l'autenticità delle firme era elemento rilevante per la ricostruzione della fattispecie di reato.
art. 640 cod. pen.
La Corte d'appello aveva riqualificato la condotta in truffa; la Cassazione ha rilevato incoerenze nella motivazione rispetto agli artifici e raggiri indicati (in particolare sulla falsità delle sottoscrizioni) e ciò ha contribuito alla valutazione complessiva che i motivi non fossero manifestamente infondati.
norme sulla prescrizione del reato (principio applicativo)
La Cassazione ha calcolato il termine prescrizionale a partire dall'ultimo atto materiale individuato (01/04/2013), ha computato la sospensione di 56 giorni e ha ritenuto estinto il reato alla data utile (26/11/2020), annullando la sentenza senza rinvio per gli effetti penali.
Massime di principio
- La riqualificazione tra truffa e appropriazione indebita richiede motivazione coerente e puntuale: se si riconoscono artifici e raggiri questi devono essere temporalmente e causalmente collegati al conseguimento dell'atto di disposizione patrimoniale; in caso contrario può sussistere contraddittorietà della motivazione.
- La falsità delle sottoscrizioni o documenti indicata nell'imputazione è elemento centrale e non marginale: se esistono CTU o consulenze che ne sostengono o smentiscono l'autenticità, tali risultanze hanno rilevanza probatoria e vanno considerate o adeguatamente motivate in caso di esclusione.
- Le tesi difensive che prospettano l'esecuzione di ordini superiori (con possibile concorso di soggetti apicali) devono essere valutate concretamente; la prova o la possibilità della partecipazione al fatto di terzi può cambiare la qualificazione giuridica e l'assetto colpevole.
- Il calcolo della prescrizione si basa sull'ultimo atto concreto del reato; devono essere computati periodi di sospensione (ad es. astensioni difensive) e, se i motivi di ricorso non sono manifestamente infondati, la Cassazione può esaminare il motivo relativo alla prescrizione e annullare senza rinvio per estinzione del reato.
- Se la responsabilità penale si estingue per prescrizione, le pretese civili non vengono automaticamente confermate: la Cassazione può rinviare la materia al giudice civile, che dovrà decidere nelle sedi competenti sul risarcimento e sulla liquidazione delle spese.
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