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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35175/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto il riesame del sequestro preventivo di euro 662.577,77 (e dei depositi/disponibilità correlate) emesso dal GIP nell'ambito di un'indagine per riciclaggio. Il ricorrente contestava la fondatezza del quadro indiziario fondato sulle dichiarazioni di Brambilla Alfredo, chiedendo l'inutilizzabilità delle stesse per mancanza di riscontri (art. 192 e 273-bis c.p.p.), censurando la carenza di motivazione circa la consapevolezza della provenienza illecita dei fondi e la mancanza di elementi sul dolo (art. 125 e 272 c.p.p.), e richiedendo chiarimenti sugli ostacoli alla ricostruzione dell'origine dei capitali (art. 648-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. La Corte ha ritenuto applicabile il termine ordinario di 15 giorni previsto dall'art. 585, comma 1, lett. a), c.p.p. per le decisioni assunte in camera di consiglio (quale è l'ordinanza del riesame su misure reali), decorso dal momento della comunicazione/notifica dell'avviso di deposito. Il ricorrente ha ricevuto la notifica il 19 novembre 2021, ma l'impugnazione pervenuta alla cancelleria competente è stata depositata oltre il termine (pervenuta il 6 dicembre 2021), essendo stata inviata per posta il 26 novembre. Per tale ragione il ricorso è stato dichiarato inammissibile e Marzi è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una ammenda di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce il diritto di proporre ricorso per cassazione; la Corte ha richiamato che, per le ordinanze del riesame relative a misure reali, si applica il termine di cui agli articoli seguenti (in particolare art.585) e non il termine breve previsto per le misure personali.

  • art. 311, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede il termine di dieci giorni per ricorso avverso misure cautelari personali; la Corte ha chiarito che tale termine non è richiamabile per le misure cautelari reali decise in sede di riesame.

  • art. 585, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato che il termine ordinario di quindici giorni per proporre ricorso per le decisioni assunte in camera di consiglio si applica alle ordinanze del riesame su misure reali e decorre dalla comunicazione/notifica dell'avviso di deposito della motivazione.

  • art. 582 e 583 cod. proc. pen.

    Richiamati dalla Corte per precisare che, salvo eccezioni espressamente previste da tali norme, rileva la data di pervenimento dell'atto alla cancelleria competente ai fini della tempestività dell'impugnazione.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sulla utilizzabilità delle dichiarazioni; il ricorrente deduceva l'inutilizzabilità delle dichiarazioni di Brambilla per mancanza di riscontri, ma la Cassazione non è entrata nel merito per inammissibilità procedurale del ricorso.

  • art. 273-bis cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'eventuale inutilizzabilità delle dichiarazioni del collaboratore/testimone; anche questo profilo non è stato esaminato nel merito a causa dell'inammissibilità per tardività.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente con riguardo al profilo dell'intenzionalità (dolo) nel reato di riciclaggio; la questione non è stata esaminata dalla Corte per ragioni procedurali.

  • art. 272 cod. proc. pen.

    Riferito ai criteri probatori relativi al dolo e agli indizi; la Cassazione non ha valutato il merito delle censure per inammissibilità del ricorso.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma sul riciclaggio; il ricorrente chiedeva che fosse chiarito quale fosse l'ostacolo a risalire alla provenienza dei capitali, ma la questione sostanziale non è stata valutata per l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Per le ordinanze del riesame relative a misure cautelari reali il termine per proporre ricorso in Cassazione è quello ordinario di 15 giorni previsto dall'art. 585 c.p.p., decorrente dalla comunicazione o notifica dell'avviso di deposito della motivazione.
  • La tempestiva presentazione dell'impugnazione alla cancelleria competente è essenziale: depositare l'atto presso un ufficio diverso può comportare l'inammissibilità per tardività se l'atto non perviene entro il termine al giudice che ha emesso il provvedimento.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile per ragioni procedurali (es. tardività), i profili di merito (utilizzabilità delle dichiarazioni, valutazione degli indizi, dolus eventualis, ecc.) non vengono esaminati dalla Corte di legittimità.
  • Nel contestare un sequestro preventivo per riciclaggio è importante sia predisporre tempestivamente l'impugnazione sia documentare, fin da subito, elementi che possano costituire riscontri alle dichiarazioni degli altri soggetti (es. flussi bancari, corrispondenze, documentazione contabile) per contrastare la tesi della consapevolezza dell'origine illecita.
  • Quando si riceve la notifica di un provvedimento cautelare, conviene depositare l'impugnazione direttamente alla cancelleria che ha emesso il provvedimento o provvedere a una notifica che garantisca prova certa della tempestività, onde evitare il rischio di ammende e condanna alle spese per inammissibilità.

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