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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33435/2023 del 31/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce cinque motivi: 1) vizio per omessa valutazione di una memoria difensiva depositata in primo grado con allegata consulenza di parte; 2) errata qualificazione giuridica del fatto, sostenendo l'assenza dell'animus necandi e la sussistenza al più del dolo eventuale o di un intento lesivo; 3) erronea applicazione e motivazione sulla riconoscimento dell'aggravante dei motivi futili (si sostiene che la ricostruzione sia mera supposizione e non prova di "futilità"); 4) errato diniego dell'attenuante per il risarcimento del danno (si ritiene congrua la somma di €10.000 offerta e accettata); 5) errore nella determinazione della pena: una volta riconosciute le attenuanti generiche con giudizio di equivalenza la cornice edittale del delitto tentato non poteva essere quella prevista per il delitto consumato punibile con ergastolo (anni 12) ma doveva essere rideterminata (anni 7) con conseguente diversa quantificazione finale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i motivi 1, 2, 3 e 4; ha invece accolto il quinto motivo con annullamento senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha rideterminato la pena in anni quattro e mesi otto di reclusione. Ha inoltre condannato il ricorrente alla rifusione delle spese processuali a favore della parte civile (liquidate in €3.600,00 oltre accessori di legge). Restano ferme le statuizioni di condanna per il delitto di tentato omicidio e il resto della decisione di merito.

Norme richiamate

  • art. 121 cod. proc. pen.

    La memoria difensiva è limite alla fase di giudizio "allo stato degli atti": non può essere usata per introdurre, dopo l'ammissione del rito abbreviato, nuovi mezzi di prova (quali consulenze tecniche) che avrebbero dovuto essere acquisiti secondo le regole ordinarie.

  • art. 56 cod. pen. (comma 2 citato)

    Disciplina l'applicazione delle pene per il delitto tentato, con riduzione della pena prevista per il delitto consumato; la Corte sottolinea che la cornice edittale del tentativo deve essere determinata partendo dalla fattispecie consumata e tenendo conto delle circostanze emergenti in concreto.

  • art. 62 co.1 n.6 cod. pen.

    L'attenuante per il risarcimento del danno richiede l'integralità della riparazione; una somma esigua offerta non integra l'attenuante, giustificando il diniego motivato in sede di merito.

  • art. 69 cod. pen.

    Richiamata nella motivazione come norma che incide sul giudizio comparativo delle circostanze (neutralizzazione degli effetti aggravanti in presenza di equivalenza), rilevante ai fini della determinazione della cornice edittale applicabile.

Massime di principio

  • In riti "allo stato degli atti" (es. abbreviato) la memoria difensiva non può introdurre nuove prove tecniche: le consulenze allegate tardivamente sono inammissibili se cambiano il materiale probatorio.
  • La qualifica psicologica (dolo intenzionale, dolo alternativo, dolo eventuale) si desume in via indiziaria da indicatori esteriori (mezzo usato, direzione dei colpi, condizioni della vittima); le valutazioni di merito su questi elementi sono difficilmente sindacabili in cassazione se logiche e non manifestamente illogiche.
  • Per l'applicazione dell'aggravante dei "motivi futili" è richiesta una ricostruzione probatoria plausibile e coerente; tuttavia una spiegazione indiziaria del movente puo' essere sufficiente se congruamente motivata.
  • L'attenuante per risarcimento richiede la riparazione integrale: offerte parziali o simboliche non sono in genere adeguate a farne scattare l'applicazione.
  • Nella determinazione della pena per il tentato reato occorre partire dalla cornice edittale del reato consumato tenendo conto delle circostanze e del loro effetto sulla specie di pena; una modifica in sede di merito delle circostanze che incida sulla specie di pena (es. neutralizzazione dell'ergastolo) richiede la ricalibrazione della pena minima del tentativo.

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