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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2902/2024 del 23/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per furto di energia elettrica (artt. 624, 625 c.p.), contestando specificamente la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 625, co. 1, n. 7) c.p. (cosa destinata a pubblico servizio). Sostiene che l'energia sottratta tramite allaccio abusivo a terminali posti in proprietà privata non sarebbe "cosa destinata a pubblico servizio" e quindi non sarebbe applicabile la circostanza aggravante.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato, confermando che l'aggravante ex art. 625, co.1, n.7) c.p. si applica al furto di energia elettrica tramite allaccio abusivo alla rete esterna, atteso che l'energia conserva la sua destinazione a servizio fruibile dal pubblico anche se deviata in proprietà privata. La decisione precisa che non è necessario che dall'allaccio abusivo sia derivato effettivo nocumento alla fornitura di altri utenti. Conseguentemente, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma base del reato di furto; è stata applicata per qualificare la sottrazione di energia elettrica.

  • art. 625 c.p., co. 1, n. 2) e n. 7)

    La n.7) riguarda la "cosa destinata a pubblico servizio"; la Corte interpreta tale nozione come comprensiva dell'energia elettrica destinata all'erogazione di un servizio fruibile dal pubblico e ritiene applicabile l'aggravante anche quando la sottrazione avviene tramite allaccio abusivo a terminali in proprietà privata.

  • art. 616 c.p.p.

    Consentita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di ammenda quando il ricorso è dichiarato inammissibile per motivi manifesti.

  • Riforma "Cartabia" (riforma del processo penale)

    La Corte ricorda che l'aggravante di cui alla n.7) rende perseguibile d'ufficio il delitto di furto anche dopo le modifiche apportate dalla riforma; in pratica la qualificazione come cosa destinata a pubblico servizio mantiene la perseguibilità d'ufficio.

Massime di principio

  • La nozione di "cosa destinata a pubblico servizio" comprende l'energia elettrica destinata all'erogazione di un servizio fruibile dal pubblico; la destinazione permane anche se l'energia viene distolta in ambito privato tramite allaccio abusivo.
  • Il furto di energia mediante allacciamento abusivo alla rete esterna configura l'aggravante ex art. 625, co.1, n.7) c.p., indipendentemente dal concreto pregiudizio arrecato ad altri utenti o dall'esposizione pubblica della cosa sottratta.
  • In presenza di orientamento consolidato di legittimità su una questione giuridica, i ricorsi per cassazione che si fondano su argomentazioni contrarie a tale orientamento rischiano di essere dichiarati inammissibili per manifesta infondatezza.
  • L'applicazione dell'aggravante può incidere sulla procedibilità del reato (perseguibilità d'ufficio) e sulla misura delle conseguenze economiche a carico dell'imputato (spese processuali e ammende).
  • In ipotesi simili è opportuno, per il difensore, concentrarsi su censure idonee a mettere in discussione fatti probatori o profili di diritto non ancora pacifici, piuttosto che su questioni su cui la giurisprudenza è consolidata.

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