Cassazione Penale, Sentenza n. 28680/2022 del 20/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione della Corte d'appello che aveva concesso le circostanze attenuanti generiche in prevalenza sull'aggravante e aveva indicato nel dispositivo una pena che consentiva la sospensione condizionale, mentre la motivazione depositata indicava un giudizio di equivalenza e una pena maggiore, creando contrasto dispositivo/motivazione; inoltre contestava che le attenuanti fossero state concesse sulla sola base dell'incensuratezza, in violazione dell'art. 62-bis cod. pen. L'imputata Crescenti ha proposto ricorso denunciando carenze, illogicità e contraddittorietà della motivazione, contestando il coefficiente soggettivo e l'addebito di condotte distrattive e dissipative poste in essere durante la sua gestione (in particolare pagamenti a "Rimpresa s.r.l.", a John Visendi e un prelievo di €3.000), sostenendo che il dissesto era origine di responsabilità del precedente amministratore Rigotti e che talune somme erano giustificate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato fondato il ricorso del Procuratore Generale quanto alla illegittima concessione delle circostanze attenuanti generiche, rilevando che erano state motivate sulla sola base dell'incensuratezza; ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al riconoscimento delle attenuanti e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo esame sulle attenuanti e sul confronto con l'aggravante (ciò anche in relazione alla incongruenza tra dispositivo letto in udienza e motivazione depositata). Ha invece dichiarato inammissibile il ricorso di Crescenti, ritenendo le censure generiche, non specifiche o già decise con riferimento all'assoluzione di Rigotti; ha condannato la parte ricorrente Crescenti al pagamento delle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
L'assenza di precedenti penali (incensuratezza) non può da sola giustificare la concessione delle circostanze attenuanti generiche; è necessario un giudizio motivato su elementi soggettivi ulteriori
criterio di comparazione tra circostanze
Richiama il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti (prevalenza, equivalenza) e le diverse conseguenze sanzionatorie in rapporto al risultato del confronto
modificato dalla L. 23 giugno 2017, n.103
Prevede la condanna alle spese del procedimento e la possibilità di irrogare un pagamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o infondato, con determinazione equitativa
modifica dell'art. 616 cod. proc. pen.
Ha introdotto/rimodulato profili sanzionatori processuali per ricorsi infondati o inammissibili, tra cui i versamenti alla Cassa delle ammende
Massime di principio
- La semplice incensuratezza non basta per riconoscere le circostanze attenuanti generiche: il giudice deve motivare su elementi soggettivi concreti e qualificanti
- Deve esserci coerenza tra il dispositivo letto in udienza e la motivazione scritta; una discordanza rilevante che incide sull'entità della pena può giustificare l'annullamento e il rinvio
- Chi contesta pagamenti o prelievi dalla società deve fornire elementi specifici (es. natura del versamento, delibere assembleari, dati comparativi su compensi, impegno lavorativo) per dimostrare la legittimità dell'operazione; altrimenti il giudice può ritenere sussistente la distrazione
- La responsabilità dell'amministratore di diritto può essere valutata anche se parte della crisi è precedente: ciò che rileva è se, nel periodo della sua gestione, si siano verificate condotte che hanno determinato depauperamento patrimoniale
- I ricorsi generici o che non confrontano punto per punto la motivazione della corte territoriale sono spesso dichiarati inammissibili; il rimedio efficace richiede censure specifiche e argomentate
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