Cassazione Penale, Sentenza n. 35388/2022 del 22/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame del sequestro preventivo disposto nei confronti della Soremet Srl e di COPPI Paolo (anche in quanto legale rappresentante) per presunto utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da una ditta 'cartiera' negli anni di imposta ritenuti rilevanti (contestazione relativa a profitti 2012-2014). Il ricorrente lamentava: ultrapetizione per la misura adottata anche contro la società, difformità tra gli anni indicati nella richiesta del PM e quelli disposti dal Gip, insufficiente fumus del reato (e prove intercettive limitate nel tempo), assenza di accertamento tributario da parte dell'Agenzia delle Entrate, errata quantificazione del profitto tenendo conto di costi aziendali verosimilmente reali e mancanza di motivazione sul pericolo nel ritardo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha confermato l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che: non vi sia ultrapetizione dato che la misura rinnovata riproduceva quella precedentemente disposta dall'autorità bresciana; l'errore materiale sugli anni d'imposta nella richiesta del PM non compromette la correttezza del provvedimento, essendo chiarito dagli atti precedenti; la motivazione sul fumus del delitto è adeguata nella fase cautelare, valorizzando le retrocessioni di somme e l'assenza di capacità produttiva della ditta emittente come indicatori di fittizietà; l'assenza di un accertamento tributario formale non impedisce l'esistenza del fumus in sede penale; la determinazione analitica dei costi inerenti è questione di merito da svolgersi in istruttoria, e allo stato si può considerare profitto l'intero ammontare delle fatture ritenute fittizie; il periculum in mora è adeguatamente motivato dal rischio di dispersione di ingenti somme (quasi 6 milioni di euro) e dall'uso di circuiti esteri. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Limita il sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali ai vizi di violazione di legge; la Corte indica che sono ammissibili anche censure riferite a totale assenza o mera apparenza della motivazione se configurabili come violazione di legge
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte valuta che la motivazione del giudice sulle esigenze cautelari e sul fumus fosse sufficiente nella fase cautelare
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte richiama la necessità di motivare anche il pericolo nel ritardo in modo conciso, conformemente all'orientamento delle Sezioni unite
Riferimento alla confisca per equivalente del profitto del reato; la decisione conferma che, in assenza di elementi sui costi inerenti, il profitto può essere stimato sull'ammontare delle fatture ritenute fittizie
Orientamento Sezioni Unite, sentenza n. 36959/2021 (11 ottobre 2021)
Principio richiamato circa la necessità che il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca contenga una concisa motivazione anche sul periculum in mora; la Corte ha ritenuto adempiuto tale obbligo nel caso concreto
Giurisprudenza di questa Corte (es. Cass. Sez. III, sentenze nn. 8226/2021, 1994/2017, 39187/2015)
Indicata la regola secondo cui un atto formale dell'Amministrazione finanziaria che dia atto dell'inesistenza del debito osterebbe alla configurabilità del profitto; tuttavia l'assenza di un accertamento positivo/non-negativo non impedisce il giudizio penale sul fumus
Massime di principio
- Il sequestro preventivo per equivalente può colpire sia la persona giuridica che il legale rappresentante se la misura è coerente con provvedimenti precedenti o con la ricostruzione probatoria; la mancata richiesta esplicita del PM per entrambi non rende automaticamente nulla la misura se il quadro processuale la giustifica.
- Errori materiali nella richiesta del PM (es. indicazione di annualità) non invalidano il provvedimento cautelare se dagli atti precedenti e dalla documentazione emerge chiaramente la contestazione reale e la difesa non è pregiudicata.
- In sede cautelare il giudice penale può desumere il fumus del reato anche in assenza di un accertamento tributario formale: l'autonomia del giudizio penale consente valutazioni sulla base degli elementi indiziari raccolti.
- La qualificazione della fittizietà (oggettiva o soggettiva) è valutazione di merito propria dell'autorità procedente e, nella fase cautelare, la motivazione non deve essere esaustiva come nel giudizio di merito ma sufficiente a sostenere il fumus.
- Per quantificare il profitto ai fini del sequestro/confisca, in mancanza di prove sui costi effettivi inerenti, il giudice può considerare l'intero importo delle fatture ritenute fittizie, rimandando la valutazione dettagliata al giudizio di merito.
- Il pericolo nel ritardo deve essere motivato, ma il rischio di dispersione di ingenti somme (specialmente con circuiti esteri o movimenti finanziari sofisticati) è elemento probante che legittima il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è proceduralmente limitato: va fondato su vizi di violazione di legge o su totale/meramente apparente mancanza di motivazione, non su rivalutazioni di fatto tipiche del merito.
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