Cassazione Penale, Sentenza n. 41288/2022 del 02/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne: VIRGATA eccepisce illogicità sulla mancata prevalenza delle attenuanti generiche (avendo ammesso i fatti e avendo cambiato residenza); ZINNA contesta la prova della partecipazione alla rapina della gioielleria Fallico, invocando pressioni subite, ruolo marginale e criticando la riconducibilità della ricettazione a un automatismo; ZAPPALÀ contesta l'affermazione di associazione a delinquere sostenendo che si trattò di accordi per singoli reati privi di pactum sceleris/affectio societatis e critica la mancata concessione delle attenuanti generiche; NICOLOSI deduce errata applicazione dell'art. 416 c.p. sostenendo che il programma era finalizzato a reati determinati e non a una serie indeterminata di delitti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte territoriale sull'esistenza di un'associazione a delinquere, fondata su elementi quali la programmazione continuativa dei reati, il luogo fisso di ritrovo (casa di Nicolosi), e uno schema operativo consolidato. Ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche alla luce dell'elevato allarme sociale e della violenza dei reati; la valutazione discrezionale del giudice di merito (comparazione delle circostanze) non è stata ravvisata come illogica. Quanto a Zinna, la Corte ha ritenuto idonee le intercettazioni e le ammissioni a fondare la responsabilità. I ricorsi sono dunque inammissibili e i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto configurato il delitto di associazione a delinquere perché era presente un vincolo associativo stabile, una struttura organizzativa e un programma criminoso volto a una serie indeterminata di reati contro il patrimonio, distinguendo tale fattispecie dal semplice concorso di persone nel reato.
La valutazione della prevalenza o meno delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito; può essere sufficiente la considerazione di un solo elemento fra quelli indicati dall'art. 133 per negare o riconoscere la diminuente.
modificato dal D.L. 23 maggio 2008, n. 92, conv. con l. 24 luglio 2008, n. 125
Dopo la modifica normativa non è più sufficiente la sola incensuratezza per il riconoscimento delle attenuanti generiche; occorrono elementi positivi di segno rilevante.
La dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, se ricorrono profili di colpa, all'applicazione della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- La qualificazione dell'atto come associazione a delinquere richiede prova di un vincolo stabile, di una struttura e di un programma criminoso volto a ripetute azioni delittuose; riunioni occasionali per singoli reati possono non essere sufficienti.
- La decisione sulla prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti è rimessa alla valutazione del giudice di merito e può legittimamente fondarsi anche su un solo elemento ritenuto determinante (es. gravità e modalità dei reati).
- Dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p., l'incensuratezza da sola non garantisce il riconoscimento delle attenuanti generiche: servono elementi positivi concreti.
- Le contestazioni di fatto basate sulla rilettura delle prove (es. rivalutazione delle intercettazioni o delle ammissioni) sono difficilmente accolte in sede di legittimità se non viene dimostrata illogicità o arbitrarietà della motivazione di merito.
- Il rigetto/inammissibilità del ricorso comporta conseguenze economiche immediate (spese processuali e possibile sanzione pecuniaria); i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata per evitare l'inammissibilità.
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