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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36794/2022 del 29/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla circostanza aggravante della recidiva, disponendo il rinvio per nuovo giudizio su tale punto ad altra sezione della Corte d'appello di Venezia. Ha inoltre dichiarato, ai sensi dell'art. 624 c.p.p., l'irrevocabilità della sentenza quanto all'affermazione della responsabilità penale dell'imputata (cioè la conferma della condanna nel resto). Decisione resa il 7 giugno 2022.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era stata ritenuta responsabile del reato di tentato furto aggravato (riqualificazione dell'originaria imputazione di furto consumato) e la Corte d'appello aveva applicato la recidiva specifica, reiterata ed infraquinquennale. Il difensore ha impugnato la sentenza denunciando violazione dell'art. 99 c.p. e omessa/insufficiente motivazione in ordine alla recidiva facoltativa, osservando che la Corte territoriale si era limitata a constatare la presenza dei precedenti senza valutare la persistenza dell'indole delinquenziale (tenendo conto, tra l'altro, dell'epoca remota dei precedenti, dell'inserimento lavorativo della imputata in una birreria e dell'avvenuto risarcimento del danno). La Procura generale ha chiesto annullamento con rinvio. La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso perché la motivazione della Corte d'appello è risultata succinta e tautologica: non ha effettuato la valutazione richiesta dalla giurisprudenza di legittimità circa l'effettiva sintomatologia di maggiore pericolosità derivante dalla reiterazione dei precedenti.

Norme richiamate

  • art. 99 cod. pen.

    La norma sulla recidiva facoltativa impone al giudice, se intende applicarla, di motivare specificamente non solo l'esistenza di precedenti penali ma anche che la reiterazione dell'illecito sia segno di maggiore pericolosità sociale: è richiesta una valutazione concreta della persistenza dell'indole delinquenziale

  • art. 624 c.p.p.

    Norma del codice di procedura penale richiamata per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza quanto all'accertamento della responsabilità penale dell'imputata; consente di limitare l'annullamento ad una circostanza e lascia ferma la condanna nel resto

  • Sezioni Unite n. 5859/2011 e n. 35738/2010 (giurisprudenza di legittimità)

    Orientamenti richiamati che stabiliscono l'onere motivazionale del giudice quando si applica la recidiva facoltativa: occorre verificare, oltre al mero riscontro formale dei precedenti, se la reiterazione costituisca effettivo indice di maggiore pericolosità

Massime di principio

  • L'applicazione della recidiva facoltativa richiede motivazione specifica: il giudice deve spiegare perché i precedenti dimostrino una persistenza dell'indole delinquenziale e non limitarsi a constatare la loro mera esistenza
  • Devono essere valutati elementi quali l'epoca dei precedenti, l'attuale condizione sociale e lavorativa dell'imputato, e atti di riparazione (es. risarcimento del danno) nella determinazione della recidiva
  • La mancata valutazione concreta della maggiore pericolosità può determinare annullamento parziale della sentenza (limitato alla aggravante), con rinvio per nuovo esame da parte di diversa sezione
  • L'annullamento della qualificazione aggravante non comporta necessariamente la revoca dell'intera condanna: la responsabilità penale può rimanere irrevocabile per il resto del capo di imputazione
  • In situazioni analoghe, il difensore deve documentare elementi di reinserimento e di ridotta pericolosità (lavoro stabile, tempo intercorso dai precedenti, risarcimento) per contrastare l'applicazione della recidiva

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