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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36791/2022 del 29/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Chaoueli è stato ritenuto responsabile, in concorso con altro, di furto con strappo (art. 624-bis), danneggiamento (art. 635), resistenza/violenza a pubblico ufficiale (art. 337), e ricettazione (art. 648), con contestuale applicazione della continuazione e condanna alla pena, oltre a disposizione di espulsione al termine della pena. Il fatto: il 16/06/2020 una donna anziana fu derubata di una collana; i due indagati fuggirono su uno scooter risultante rubato e con targa rubata; furono inseguiti dai Carabinieri, il conducente (Chaoueli) manovrò pericolosamente e perse il controllo del veicolo; entrambi fuggirono a piedi e furono bloccati; Chaoueli oppose resistenza colpendo un militare. In appello la condanna venne confermata. In Cassazione il difensore ha proposto cinque motivi di ricorso (contestazione della riconducibilità del furto a Chaoueli e dell'errore temporale della persona offesa; contestazione della responsabilità per il lancio del casco e il danneggiamento; contestazione della sussistenza della resistenza; contestazione della ricettazione per mancata prova di partecipazione; contestazione della quantificazione e della mancata concessione delle attenuanti e degli aumenti per continuazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto corretta la valutazione del merito: la discrepanza temporale indicata dalla persona offesa è plausibilmente spiegabile per stato emotivo e non esclude la riconducibilità del fatto, essendo la targa indicata dalla vittima quella del veicolo rintracciato pochi minuti dopo; la condotta di fuga ad alta velocità e le altre emergenze investigative rafforzano la responsabilità. La Corte ha confermato che il lancio del casco e il danneggiamento rientrano nella dinamica comune della fuga e possono essere imputati a Chaoueli con dolo eventuale; la violenza contro il carabiniere rientra nelle operazioni di servizio e integra il reato di resistenza/violenza a pubblico ufficiale; la ricettazione è provata per mancata spiegazione credibile del possesso di veicolo e targa rubati e per la consapevolezza dichiarata della mancanza dei documenti; la quantificazione della pena e l'applicazione della continuazione sono state ritenute motivate e non eccessive; il diniego delle attenuanti generiche è legittimo alla luce delle modalità della pluralità di reati e della personalità criminosa emergente. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Concorrente nel reato: viene applicato per ritenere la partecipazione al compimento dei delitti in concorso con altro soggetto

  • art. 624-bis c.p.

    Furto con strappo: la Corte ha ritenuto provata la partecipazione di Chaoueli in relazione al furto della collana, valorizzando la segnalazione della targa e la successiva individuazione del veicolo

  • art. 337 c.p.

    Violenza o resistenza a pubblico ufficiale: la Corte ha ritenuto integrata la fattispecie perché la condotta violenta è avvenuta nell'ambito delle operazioni di fermo e ha ostacolato/ritardato l'intervento degli operanti

  • art. 635 c.p.

    Danneggiamento: il danno cagionato al veicolo di servizio mediante il casco lanciato dal complice è stato imputato anche a Chaoueli per la comune condotta di fuga e per il dolo eventuale

  • art. 648 c.p.

    Ricettazione: la Corte ha applicato il principio secondo cui chi è trovato in possesso di cose provenienti da reato e non fornisce una spiegazione attendibile è responsabile di ricettazione

  • art. 81 c.p.

    Regole sulla continuazione e aumento di pena: la Corte ha ritenuto legittimo il cumulo e gli aumenti per continuazione così motivati e proporzionati

  • art. 62-bis, comma 3 c.p.

    Regime delle attenuanti: la semplice incensuratezza non è di per sé sufficiente per riconoscere le attenuanti generiche; la Corte ha rifiutato le attenuanti per le modalità plurioffensive delle condotte

Massime di principio

  • Una discrepanza temporale nella memoria della persona offesa non esclude la responsabilità se esistono altri elementi oggettivi (es. targa, rintraccio del veicolo, comportamento dei sospetti) che collegano gli indagati al fatto
  • In una condotta di fuga comune, gli atti pericolosi compiuti da un complice (es. lancio di oggetti, danneggiamenti) possono essere imputati agli altri partecipanti con dolo eventuale se rientrano nello schema esecutivo concordato o accettato come rischio dalla condotta comune
  • La violenza o resistenza posta in essere nell'ambito delle operazioni di fermo integra il reato previsto contro il pubblico ufficiale anche se finalizzata esclusivamente a sfuggire all'arresto; rileva l'idoneità della condotta a ostacolare l'azione degli operanti
  • Il semplice possesso di un bene provento di furto, senza una spiegazione credibile sull'origine, può costituire elemento sufficiente per la ricettazione
  • Il giudice di merito non è tenuto a motivare in modo analitico ogni singolo aumento per continuazione purché spieghi congruamente le ragioni complessive della quantificazione della pena; il diniego delle attenuanti richiede motivazione basata su elementi positivi e non è illegittimo quando emergono modalità di reato che denotano inclinazione a reati
  • In sede di Cassazione non si riforma la valutazione discrezionale delle circostanze personali se la motivazione del giudice di merito è adeguata a far comprendere il suo convincimento

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