Cassazione Penale, Sentenza n. 8061/2024 del 23/02/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che aveva riformato un proscioglimento disponendo la condanna per appropriazione indebita (6 mesi di reclusione e multa) e subordinando la sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale di euro 4.000. I motivi dedotti in Cassazione riguardavano: (1) l'improcedibilità per tardività della querela (art.124 c.p.), (2) mancanza di prova del dolo di appropriazione e travisamento della prova rispetto a un accordo sulla liquidazione delle pendenze societarie, (3) illegittimità della subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento della provvisionale nonostante lo stato di indigenza dell'imputato (art.165 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi per difetto di specificità o manifestamente infondati, confermando quindi l'affermazione di responsabilità e la misura della sanzione. Ha invece accolto il terzo motivo: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla parte in cui la sospensione condizionale della pena era subordinata al pagamento della provvisionale e ha rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Torino per riesaminare, con motivazione adeguata, la reale capacità patrimoniale e finanziaria dell'imputato di adempiere alla condizione imposta. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la parte di sentenza non annullata è irrevocabile.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che il giudice può subordinare la sospensione condizionale della pena al risarcimento, ma deve valutare e motivare, se dagli atti emergono elementi che pongano dubbi sulla capacità economica dell'imputato o se l'imputato produce elementi specifici. Non è sempre obbligatorio un accertamento preventivo sulle condizioni economiche, salvo che vi siano elementi dubitativi.
Il termine di decadenza per la querela decorre dal momento in cui la persona offesa ha piena contezza di tutti gli estremi dell'abuso (dies a quo = conoscenza completa della volontà dell'agente di tenere la cosa come propria). Nel caso la Corte ha ritenuto tempestiva la querela.
art. 606, comma 1, lett. b, c, e, cod. proc. pen.
Norme richiamate per definire i motivi di nullità o vizio di motivazione in Cassazione: la Corte ha valutato l'ammissibilità e la specificità dei motivi dedotti e ha dichiarato inammissibili i primi due per mancata specificità o per essere manifestamente infondati.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato come criterio procedurale per la formulazione del ricorso in Cassazione; i motivi dovevano essere specificati secondo quanto previsto dalla norma.
d.lgs. n. 7 del 15/1/2016, art. 4 lett. b
Riferimento alla decriminalizzazione di talune fattispecie (cose comuni) che aveva inciso sulla qualificazione iniziale del fatto e sul proscioglimento pronunciato in primo grado.
art. 3 Cost.
Riferito come principio (uguaglianza) che entra in gioco quando si valutano condizioni di esigibilità di una misura subordinata alla capacità economica dell'imputato.
art. 27 Cost.
Riferito in relazione alla funzione rieducativa della pena, considerazione che influisce sulla valutazione della legittimità di subordinare la sospensione condizionale a condizioni potenzialmente inesigibili.
Massime di principio
- La sospensione condizionale della pena può essere subordinata al pagamento di una provvisionale, ma il giudice deve valutare e motivare la compatibilità della condizione con la capacità economica dell'imputato se dagli atti emergono elementi che pongono dubbi o se l'imputato fornisce elementi specifici in tal senso.
- Non è sempre obbligatorio un accertamento economico preventivo da parte del giudice; l'onere di provare l'impossibilità di adempiere grava sull'imputato che deve fornire elementi concreti e specifici, non mere affermazioni generiche di indigenza.
- Il dies a quo per il termine di querela ex art. 124 c.p. è il momento in cui la persona offesa viene a conoscenza in modo completo degli estremi dell'abuso: la tempestività della querela va valutata in base alla concreta acquisizione della conoscenza degli elementi costitutivi del reato.
- In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione della Corte territoriale: la mancata specificità può determinare l'inammissibilità del ricorso.
- Se la Corte di merito ha valorizzato lo stato economico dell'imputato per altri fini (es. riconoscimento di attenuanti), tale dato deve essere considerato anche quando si impone una condizione patrimoniale per la concessione di benefici, salvo che il giudice motivi adeguatamente il contrario.
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